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Signs Inside In: Simon William Van Wijk Interview

A quanto pare il fenomeno migrazione non investe solo il nostro paese. La fuga dei geni, artisti di giovane talento, avviene anche all’ estero.
Con la fine dell’ estate, ‘Signs Inside In‘ termina il suo percorso, fatto di interviste a fotografi, da un impronta diversa, ma che cullano da tempo un background completamente street.
Tra un consiglio ed un’ altro ci hanno tenuto compagnia nelle domeniche più calde di Agosto, e a completare il giro c’è Simon William Van Wijk.
Perché scegliere come ultimo artista proprio lui, collaboratore di Hypebeast e giovane promessa della scena street ?.
Una prima motivazione va sicuramente alla sua età. Un ventiduenne australiano che potrebbe perfettamente farsi portavoce di tutti i giovani che ogni giorno si impegnano per la realizzazione del proprio sogno, un pò il motivo per il quale è nata questa rubrica.
Scappa dall’ Australia, terra dove la vegetazione e il contatto con la natura rappresenta qualcosa di unico ed eccezionale. Prende un aereo e si trasferisce in Giappone, a Tokyo, dove scopre la vita e la frenesia delle grandi metropoli. Trova fortuna ed entra in uno dei magazine leader del settore, Hypebeast. Il suo stile come è ? Userei due parole: fresco e schematicamete ingenuo.
Non aggiungo altro, e vi lascio qui sotto alla simpatica intervista. Attenzione oggi a ‘Signs Inside In‘ viaggia verso l’ oriente.

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Nella fotografia, come nella vita è impossibile raggiungere la perfezione. Anzi delle volte è proprio quello che ci porta fuori strada. Qual è la prima cosa che Simon ha detto a sé stesso quando ha impugnato la camera e ha iniziato a scattare?

SVW:La prima volta che ho impugnato la macchinetta fotografica è stato tre anni fa, quando avevo diciannove anni.
Ho iniziato la fotografia per combattere la noia. Piu’che altro tutto è iniziato per via di un mio amico, che venuto in possesso di una macchinetta fotografica e non sapeva cosa farne, quindi decisi di prenderla, e una volta era mia ho iniziato a scattare foto. La prima cosa che ho detto a me stesso una volta che avevo la macchinetta in mano? bhè: ‘ vediamo come funziona questa fotocamera!’

Evidente quale sia il tuo gusto stilistico, in quanto i tuoi scatti parlano chiaro. Ti chiedo invece, qualcosa forse un po’ più scomodo, ovvero cosa eviti e cosa detesti del mondo della fotografia, riferito anche al contesto lavorativo non solo artistico. Sei mai dovuto scendere a compromessi , o sei riuscito sempre a far valere la tua arte, creando ciò che più ti piace e interessa? Facci qualche esempio.

SVW: Tutti i lavori che ho sviluppato per i diversi brand sono in realtà, label a cui ero fortemente interessato già da tempo. Quindi in realtà non sono dovuto scendere a compromessi. Anche se devo dire la verità la maggiorparte dei lavori che solitamente faccio sono scattati non in digitale. Quindi in realtà
molti dei lavori che ho fatto, sicuramente, sono stati utili e interessanti, ma il primo requisito è quello di scattare in digitale. Ma in fin dei conti è un metodo più pratico, e soprattutto ora che devi essere un bravo fotografo a prescindere che tu debba scattare in pellicola o digitale.
Ma a dire la verità ogni lavoro che ho realizzato, l’ ho fatto secondo un mio gusto personale, ed è risultato sempre efficace e di gusto, e a fine del risultato sono felice, e questo è sempre avvenuto. Quindi alla fin dei conti sono molto contendo dei lavori che ho ottenuto durante la mia carriera, perchè in fondo ogni occasione mi è stata utile per crescere, e ottenere risultati sempre migliori.

Il mondo della musica così come il cinema e moda ci regalano numerosi spunti per creare scatti sempre nuovi. Dove trai ispirazione per i tuoi lavori?

SVW: Da dove prendo le mie ispirazioni? Questo è un pò difficile da dover spiegare, sicuramente dal cinema, ma soprattutto dai documentari. Ma alla fine ad avere la meglio è il mio istinto che contribuisce maggiormente alle inspiration. Ci sono milioni di cose alle quali potrei essere interessato, tanto che se mi piace una cosa non esito e scatto, non mi faccio problemi. Ciò che mi circonda e la gente sono il numero uno per la mia ricerca, parlando di ispirazioni.

Viaggi continuamente e ti sposti affrontando realtà, e modi di vita diversi tra loro. In quale città ti ci ritrovi di più, e perché ?

SVW:L’ ultimo paese che ho visitato, in realtà è stato tutto per lavoro, ma per ‘me stesso’ mi sono mosso verso la Tasmania, in Australia. Come ho detto prima, non devo fare altro che girarmi, guardare intorno per le strade e nelle persone e vengo ispirato. Il viaggio assolutamente, è necessario per ottenere le ispirazioni giuste. Altrimenti non sarei mai stato in grado di ottenere foto sempre migliori…

Come è il tuo lavoro per Hypbeast ? Cosa rappresenta per te questo magazine? In quale magazine ti piacerebbe lavorare?

SVW:Lavorare per Hypebeast non è altro che divertente. Ho iniziato a lavorare per Hypebeast quando vivevo a Tokyo. E cosa altro posso dire se non che sono profondamente grato ad Hypebeast, perchè se non fosse per loro non sarei qui, e non avrei avuto la possibilità di conoscere tutte queste persone, e le migliaia di opportunità che mi hanno dato. Quindi per me Hypebeast non è solo il leader in questo settore, ma il magazine che mi tirato fuori quello che in realtà desidero fare. Quindi tante grazie Hypebeast. Mi piacerebbe lavorare per molti magazine, ma a dir la verità magazine giapponesi, come Huge, Mens No No, Popeye mag an so. E naturalmente non mi tirerei mai indietro a grandi magazine come Vogue, se mai un giorno avessi la fortuna di essere chiamato a lavorare per loro.

Raccontaci dei tuoi ultimi progetti, ed illustraci le tue idee e quali sono i tuoi programmi per il futuro.

SVW:I miei ultimi lavori sono stati per asics e la collaborazione con woei, e un lookbook per una boutique francese thenextdoor e per un bel brand tedesco che si occupa di scarpe chiamato Vico, ed infine ho diretto e un video promozionale in Portogallo.
Al momento vivo in Australia, ma andrò presto a Tokyo per un pò di tempo, per lavorare nuovamenre per Hypebeast, e per i miei piccoli progetti, che trattano alcuni ritratti fatti alle persone attorno Harajuku e Shibuya. Non sono propriamente sicuro di ciò che farò con il materiale che realizzerò. Ma con il tempo avrò modo di capire e valutare.

Hai sempre sviluppato un interesse per la fotografia, o tutto ciò è venuto fuori in seguito? Come è avvenuto il tuo primo approccio alla fotografia?

SVW:Mi piacevano le belle foto certamente, ma in verità non avevo mai avuto un interesse così forte fino a quando non mi sono comprato la mia camera due anni e mezzo fa. L’ interesse si è fatto sempre più solido nel momento che sono andato a vivere in Giappone. Perchè tutto è partito dalla necessità che avevo di fermare tutto in ricordi, tanto che decisi di usare la pellicola per creare questi ricordi. E’ stato in quel momento che ho capito in realtà di quanto bella e grande fosse la fotografia, e che può trasformasi in arte e piattaforma per creare ricordi.

Ti senti soddisfatto ogni volta che scatti ogni tuo progetto. Qual è in assoluto quello che ti ha recato maggiori soddisfazioni, e quello che al contrario avresti preferito non fare?

SVW:Si la maggiorparte delle volte ho profonda soddisfazione per i miei lavori, dal momento che ogni volta è una nuova esperienza, a prescindere che sia positiva o meno, è sempre un’ esperienza ed è utile. Queste sono le esperienze necessarie perchè ci fanno crescere e a maggior ragione fanno crescere me. Una delle mie più grandi soddisfazioni personali avvengono al di dietro della fotografia, riguardano quando sono andato a Tokyo completamente solo a 20 anni. E continua ad essere una delle miei migliori soddisfazioni che ho avuto nella mia vita.[/twocol_one][twocol_one_last]

Quanto è importante supportare, ricercare e dare visibilità ai nuovi talenti in un mondo così difficile come l’ arte? Hai qualche nome di giovane fotografo che stimi e segui?

SVW:E’ decisamente una delle cose più importanti che permettono che tutto possa mantenersi in vita e che continui a crescere ed evolversi. Non sono a conoscenza di nessun giovane fotografo, probabilmente suggerirei Zahra Reijs ( una ragazza olandese che è estremamente talentuosa e che è tutt’ ora un’ ispirazione per me). Altri nomi sono Daido Moriyama e Araki, sono due fotografi, entrambi Giapponesi.

Che genere di personalità hai, come ti descriveresti. E quanto tutto questo può influire nei tuoi scatti?

SVW:Sono di natura pessimista, più che altro penso sia per scaramanzia o una sorta di protezione, così nel momento che arrivano buone notizie buon per me, ma quando arrivano quelle negative sono preparato.
Puoi trovare molto del mio carattere nelle mie foto a pellicola in bianco e nero, adoro questo genere fotografico perché da a tutto un tono freddo e un tipo di rugosità che mi piace e va a oltre. Apparte questo sono molto curioso, mi piace indagare su tutto, dalla politica, fashion, tecnologia, cultura, e la lista può andare avanti a lungo.

Quando parlo di street art posso dire tutto, come niente. Ma per te quale è il vero significato della street art? Che genere di artisti segui?

SVW:Non credo di essere in grado di poter dare una considerazione ben precisa, ad essere onesto mi limito a fare foto per la strada. Per quanto mi riguarda non credo esista un significato o una spiegazione specifica alla street art, perchè come hai ben detto può significare tutto, come può significare nulla. Quindi nel mio caso non significa nulla. Non considero ciò che faccio parte della street art, sono solo una serie di riflessi di cose che mi piacciono e che fanno parte del mondo della strada. Questo è quello che faccio e continuerò a fare. Ci sono persone che si domanderanno se questa sia street art o meno, ma non sarò d’ accordo con loro.

Qual é il tuo rapporto con il fashion system?

SVW:Cazzo se mi piace, non sono molto sicuro che mi piaccia così tanto il ‘ sistema’, ma la moda fine a sé stessa è fantastica dal momento che ad essa tutto si connette, ed è estremamente facile venire a contatto con le persone attraverso la moda, quindi si è grandioso!

Quali sono i tuoi brand preferiti? E il tuo attuale outfit?

SVW:Sono un grande fan di Visvim (Ho sei paia tutte per me ), Norse Projects, Supreme, Kitsune, è difficile dirti quale sia il mio outfit preferito, ce ne sono veramente tanti, ahhah.

Qual é il rapporto tra Simon e la tecnologia?

SVW:Bhè io amo la tecnologia, amo giocare, amo la fotografia, e mi piace il lato commerciale della tecnologia, il mio rapporto con essa è profondo, dolce, e sincero. ahhaahh

Quando hai realizzato che la tua passione stava diventando un vero e proprio lavoro?

SVW:Non sono sicuro che questo sia in realtà un vero e proprio lavoro, sono ancora giovane e in fase di studio, nel senso che devo approfondire il mio stile, ma sicuramente lavorare e mettermi alla prova non fa altro che evolvermi in modo più veloce di quanto farebbe qualsiasi altro corso o università. Ma onestamente non amo definirmi fotografo. Solo una persona che desidera scattare foto, che piace immortalare il tutto in un immagine, e che è estremamente fortunato nel farlo.

Cosa è la prima cosa che fai nel momento che ti svegli la mattina?

SVW:Onestamente, mi sveglio mi faccio un caffè, e do una bella occhiata al panorama, la Tasmania, mentre mi fumo una lucky strike.

Hai qualche consiglio da dare a chi come te si è buttato nel mondo della fotografia e che la resa una professione?

SVW:Non insistere più di tanto in qualcosa che non ti piace, fai solamente ciò che ti senti, se non ti piace devi smetterla, perché è solo una perdita di tempo. Mi divertivo con varie discipline, dalla pittura, scultura, etc , e alla fine mi sono annoiato e ho deciso improvvisamente di fermarmi. Chi lo può sapere che questo non accada anche con la fotografia ( dubito fortemente che accada, ma chi può saperlo); nel momento che succederà una cosa del genere, cercherò di diminuire l’ impegno verso la fotografia per buttarmi a capofitto in altro, forse per la realizzazione di una linea di vestiti?

Dove ti trovi in questo momento? Stai lavorando a qualcosa in particolare?

SVW:Al momento vivo in Tasmania, un isola che si trova in Australia, e mi godo la vita. Riandrò a Tokyo per un paio di mesi a Marzo per dei lavori riguardanti Hypebeast, e per dar vita al mio progetto. E dopo che ho finito questa intervista andrò nella mia camera oscura a sviluppare le pellicole di alcuni scatti fatti ultimamente. E grazie per l’ intervista, e un saluto ai lettori di Providermag![/twocol_one_last]