Providermag incontra Stefano Carloni

Providermag incontra Stefano Carloni

Negli ultimi 5 anni il sistema moda è totalmente cambiato. Il valore aggiunto non è più la qualità del prodotto, ma la qualità della foto, il modo di comunicare e di essere virali sfruttando la combinazione Instagram, Facebook ed ora Snapchat…letale. Ed ecco così fenomeni di stagione creati non più dalle passerelle e da grandi firme, ma da filtri fotografici, cover di blog e da fotografi di strada come Stefano Carloni, autore nell’ultimo biennio dei più importanti scatti e reportage dal mondo della moda europea.
Perché intervistarlo? Perché nessuno meglio di chi si trova dietro una macchina fotografica può raccontarci il mondo della moda e le prossime tendenze.

Ciao Stefano, innanzitutto volevo partire chiedendoti come è nata la tua passione per il mondo della street photography?
La mia passione per il mondo della street photography è nata così dal nulla 4-5 anni fa, quando un amico di New York venne a Milano per studi e mi linkò i siti di Tommy Ton e Nam, due dei pilastri della fotografia street style. Ai tempi neanche sapevo dell’esistenza di queste settimane della moda. La prima a cui andai fu terribile, un freddo della Madonna e le foto che feci erano inguardabili. Però trovavo il tutto divertente e ci riprovai alla fashion week successiva. Piano piano le foto migliorarono e trasformai questo passatempo in un lavoretto cominciando a scattare per NSSMAG.

Come mai tra le varie forme di street photography hai scelto quello della moda?

Non sono appassionato di fotografia, quando vado in giro per le città per esempio, non trovo stimolante fotografare paesaggi e monumenti vari. Ci ho provato ma nulla, la fotografia in generale non fa per me. Mi ritengo più un appassionato di moda, fin da bambino volevo avere la felpa e la scarpa figa e devo dire che sono peggiorato.
Ho abbinato quindi la mia passione per la moda alla fotografia. Trovo piacere nell’immortalare indumenti, scarpe e accessori che mi piacciono e poi mostrare alla gente i miei gusti. Mi ritengo fortunato a lavorare per clienti che durante le fashion week mi danno carta bianca, dove riesco ad esprimermi al meglio, cosa che non riesco a fare quando per altri progetti devo fotografare roba che mi fa letteralmente cagare.
Capita che rinuncio anche a dei soldi se il progetto non mi interessa.

Il tuo nome si è fatto notare nell’ultimo anno anche grazie alle numerose pubblicazioni su Highsnobiety e Hypebeast, e i tuoi report dalle fashion week sono diventati celebri. Molto spesso però i magazine scelgono secondo la loro linea editoriale quali scatti pubblicare. Vorrei quindi sapere il tuo punto di vista sul 2016, quali saranno i prossimi trend secondo il tuo punto di vista, e cosa proprio lasceresti stare.

Premetto che non sono molto bravo a prevedere i trend del futuro, ma a mio parere c’è e ci sarà un’esplosione, ancora più forte, degli anni ’70 ed il ritorno di Gucci sulle “strade”. Lascerei stare l'”All Black Everything” con varie scritte-loghi annesse, in stile KTZ per intenderci. Fino a 4 anni fa magari andava bene…
In sintesi ti posso dire: il montone sarà la giacca da avere. Gosha rubchinsky ovunque. Tuta + sneakers anni ’90 ( air max ) anche per merito di Skepta che ha rilanciato questo movimento. SOUVENIR JACKET, ne ho viste e ne vedremo davvero tante.
VETEMENTS è il marchio dell’anno!

Cosa proprio non sopporti del fashion system?

Del fashion system non sopporto gli esibizionisti ed i leccaculo. Ah, dimenticavo le sciure che fuori dalle sfilate chiedono cosa stia accadendo. Finchè siamo a Milano me la cavo, ma a Parigi oltre a “un défilé de mode” non so dire e se mi fanno altre domande son nella merda.

Il tuo blog è un’insieme di scatti che dimostrano la tua attenzione al mondo della moda e dei dettagli. La strada è il tuo studio fotografico. Qual’è l’elemento che non deve mai mancare in un tuo scatto?

L’elemento che non deve mai mancare in un mio scatto è la spontaneità. Sul mio blog o sito, che dir si voglia, non c’è una foto e sottolineo una dove io abbia imposto una posa al soggetto da me fotografato. Un altro elemento che terrei ad aggiungere è l’esclusività. Non dico che le mie foto siano “one of one”, ma cerco sempre di fotografare quello che gli altri non fotografano. Quasi tutti i personaggi della moda troppo popolari che vengono alle sfilate li ho eliminati dalle mie foto. Spero che la gente abbia notato questa mia “esclusività” e che soprattutto abbia capito che non mi faccio influenzare dai grossi nomi ( vabbeh Kanye, Asap Rocky & co a parte), ma che mi focalizzo sui vestiti e sui dettagli che mi colpiscono.

Immagino che come spesso accade hai fonti d’ispirazione che stimolano il tuo lavoro e ricerca. Ci racconti quali sono?

Le mie fonti di ispirazione che stimolano il mio lavoro e la mia ricerca sono gli editoriali che posso trovare sui cartacei o sul web, soprattutto su tumblr. Mi piace spenderci ore per raccogliere immagini che poi vado a postare sul mio profilo in album chiamati “ALL IN ONE”. E’ come se avessi un blog su Facebook.

Molte persone si stanno avvicinando alla street photography, grazie anche a cellulari e filtri potentissimi in grado certe volte di sostituire macchine professionali. Secondo me però una buona macchina fotografica non sarà mai un cellulare. Qual’è il tuo punto di vista? Quale macchina consiglieresti a chi vorrebbe avvicinarsi in maniera professionale al mondo della street photography?

Ovviamente per certi tipi di foto street, soprattutto quelle in movimento, un cellulare non potrà mai ( almeno per ora ) sostituire una fotocamera. Però ci son delle persone che con il cellulare riescono a fotografare molto bene e finché non vengono a romper le palle a me fuori dalle sfilate, possono liberamente usare anche un 3310.
Più che una fotocamera, potrei consigliare un obiettivo: il 50mm 1.8. anche se io uso l’85mm.

Se una tua foto fosse una traccia musicale, sarebbe?

Se una mia foto fosse una traccia musicale? Boh ti direi “Started from the bottom” di Drake. Ho iniziato dal “basso” usando la fotocamera di mia sorella facendo foto teribbbili e dopo 3 anni Complex mi ha inserito in una lista di 10 fotografi street style internazionali da seguire. Di quei 10 ero il più giovane di tutti e l’unico italiano. Ora non sto dicendo di essere il nuovo Oliviero Toscani, ma mi sento un po’ come Drake, solo che io fatturo un pochino meno.

Photo credit by NSSmag & Hypebeast.