PMTV: Interview with NIGO x adidas Originals

PMTV: Interview with NIGO x adidas Originals

10 anni di duro lavoro ma alla fine ce l’abbiamo fatta. A fare cosa? Ad incontrare ed intervistare Tomoaki Nagao aka NIGO. Il suo lavoro è stato e sarà sempre fonte d’ispirazione per noi, così come per gli addetti – più svegli – al mondo della moda, dell’arte e della musica. Oggi figura pop, celebre, di cui si parla e si straparla e che ha avuto quello che giustamente gli spettava di diritto, celebrità, NIGO è una figura emblematica del fashion system. Se vi ricordate vi abbiamo raccontato la sua storia, costruendo una breve biografia, nel 2013 (vedi qui e qui).

Apripista di tendenze grazie ad una visione futuristica e di un sapere a tutto tondo, “samurai” dello streetwear, NIGO incarna il coraggio di rischiare e di credere senza ripensamenti nelle proprie convinzioni, anche se queste possono portarti sull’orlo del precipizio.
Un atteggiamento, una diversità, che l’ha fatto incontrare in questo 2014 con adidas Originals, con la quale è in uscita una linea esclusiva proprio in quest’autunno, come largamente anticipato.
Ed è proprio di questa linea e del suo nuovo percorso da “freelance” che abbiamo discusso lo scorso luglio a Berlino, in un faccia a faccia atteso da molto tempo.

Una video intervista lasciata appositamente in giapponese ed inglese per i nostri lettori stranieri, e tradotta in italiano qui per voi.

1) Negli anni con Bape, adidas è stato il tuo partner per la produzione di gran parte delle sneakers in imited edition. Come mai? Quando è nata la tua passione per quest’azienda?

N: A parer mio adidas è l’unico sportsbrand riuscito ad entrare a far parte del mondo della moda, ed essere accettato. Tutto ciò mi attrae davvero molto.

2) Per la tua prima collezione hai usato delle silhouette storiche (superstar, shooting star e zx 500 ad esempio). Perché partire da queste tre forme e soprattutto come mai una scelta così minimale degli elementi decorativi?

N: Queste sono silhouette che mi piacciono davvero molto. non vorrei mai fare scarpe che non indosserei. Ho voluto creare modelli che vadano bene per il mio gusto personale e contemporaneamente siano in linea con lo stile di adidas.
Di solito quando qualcuno pensa a me fa subito un rapido collegamento ai pattern ed ai colori sgargianti; d’altronde è l’immagine che ho creato con gli anni. In questo periodo della mia vita però, sento di dover lasciare questi elementi e provare qualcosa che sia nuovo per me. E’ il mio cammino nel corso degli anni come designer.

3) Quale è il tuo pezzo preferito nella collezione creata con adidas Originals ed in generale di adidas?

N: Ovviamente mi piacciono tutte, ma le scarpe che preferisco e che amo indossare di più, sono le Superstar e le Stan Smith.

4) Il logo 25 (che significa in giapponese NIGO ndr), sarà il logo per tutti i tuoi progetti d’ora in poi o solamente per la collaborazione con adidas Originals?

N: sarà usato solamente per la collaborazione con adidas Originals.

5) Che cosa ti fa decidere se vuoi lavorare con un nuovo partner?

N: una nuova collaborazione ha sempre bisogno di corrispondere col mio stile personale. in questo caso, con adidas l’approccio è ovviamente semplice, trattandosi di un brand famoso in tutto il mondo.
Devo quindi essere in grado di disegnare scarpe per un pubblico molto ampio. Inoltre, adidas mi ha dato molto spazio e molta libertà nel disegnare la collezione. E’ stata un’ottima situazione per entrambi. non potrai mai fare un buon design, se uno dei due collaboratori trae più vantaggio dell’altro.

6. Anche in questa collezione ti sei avvalso dell’aiuto di Sk8thing (graphic designer fedele collaboratore di NIGO)?

N: Si. Ma non nella parte del design ma mi sta aiutando nella parte grafica.

7) Sei uno dei maestri indiscussi dello streetwear. qual’è la tua attuale opinione su questo mondo?

N: Allora… non è che io non sia interessato all’hype ed alle mode, ma è che non ci sto dentro più di tanto. Faccio quello che mi piace, e non ho mai fatto troppa ricerca nelle strategie di marketing, o su cosa sia di nuovo da mettere sul mercato. Mi comporto semplicemente come sono io. Le cose devono nascere da dentro di me, non dal mondo esterno.

8) E’ impossibile non chiederti della tua nuova vita e carriera dopo Bape. Cosa ne pensi dei nuovi cambiamenti intrapresi dall’azienda. Approvi o no?

N: sembra strano, ma non ho posto troppa attenzione su questo argomento. sono molto impegnato e concentrato sui miei progetti personali. l’influenza dell’immagine del marchio è passata, quindi non riesco davvero a trovare un punto per rientrarci. la cosa principale per “bape” da fare adesso è rompere il collegamento tra me e il marchio. Se tu dici “Bape”, la gente dice “NIGO”, ma se il marchio vuole continuare a crescere, questo binomio va abbandonato.

9) Sembra che la tua amicizia con Pharrel sia più forte di sempre. cosa rappresenta lui per te?

N: Non sono influenzato da molte persone, ma Pharrel sta dalla mia parte da molto tempo, siamo amici da più di 12 anni e in questo periodo la nostra amicizia non è certo cambiata molto.
Questa collaborazione con adidas mi da un grande piacere, anche perchè mi fa lavorare vicino ad un amico.

10) Possiamo aspettarci una nuova collaborazione fra te e la famiglia di adidas?

N: Si, certamente, stiamo già disegnando la nostra prossima collezione insieme.

11) Quali sono i progetti sui quali stai lavorando per il futuro nella collaborazione con adidas?

N: Quando faccio progetti così grandi ed importanti come questa collaborazione con adidas, gli altri progetti come “human made” sono assolutamente necessari per ritrovare un equilibrio con me stesso.
In passato è sempre stato molto importante per me esprimere la mia creatività al 100%, ma stavolta per questa collezione voglio creare un design che non sia solo ed esclusivamente mio al 100%.
Per me stesso collaborare con adidas è stata un sfida, per cercare di entrare nella storia e tradizione del marchio. Mi piace è piaciuto dare vita a qualcosa che sia a metà strada tra il grande pubblico ed una piccola elité.

12) Se tu avessi preso un altro percorso nella tua vita, e non fossi diventato designer, cosa pensi avresti voluto fare adesso, come lavoro?

N: Sicuramente avrei voluto avere un negozio di curry.(un ristorante tipico in giappone che si chiama “kare-ya”, si vende solo curry giapponese. Praticamente un tipo di junk food tradizionale). Quando ero più giovane, amavo davvero la moda, ma non avevo mai avuto intenzione di entrare in quel mondo. Prima di iniziare questo percorso, lavoravo in un “kare-ya”, e stavo veramente pensando di avviare un attività da solo.

Un ringraziamento speciale ancora una volta ad adidas per averci dato l’opportunità di intervistare NIGO.