Test: Renualt ZOE

Test: Renualt ZOE

Test_Driving the New Renualt ZOE_01
Non è una cosa solita ricevere l’invito da una nota casa automobilistica per partecipare a una prova di guida. Sarà stato il nostro nuovo mood, dichiaratamente più lifestyle, a portarci a Lisbona per la prova della nuova Renualt Zoe, il primo modello completamente elettrico della casa automobilista francese.
Quando ho letto nella mail “prova dell’auto“, non avrei mai pensato a una prova così intensa, lo ammetto. Ma per capire a fondo e testare in più situazioni le caratteristiche di questa macchina del futuro sono stati necessari 170 KM di guida in due giorni!
Consegnateci le chiavi all’aeroporto di Lisbona, impostato il navigatore di serie, dopo una breve spiegazione tecnica del mezzo, ZOE, con il suo odore di auto appena uscita dalla fabbrica, si è messa sotto le mie mani.
Silenziosa, ben equipaggiata, si regge tutta sulla sua batteria a ionio di litio, cuore del mezzo che le permette un’autonomia di 200km. Un’auto locale, che tra le vie di Lisbona, urbane ed extra abbiamo guidata potendo testare il suo buon scatto in partenza e la reattività nella frenata recuperativa che consente al motore di funzionare come un generatore.
Quando il conducente rilascia il pedale dell’acceleratore, il motore immagazzina l’energia cinetica della decelerazione convertendola in corrente elettrica che ricarica la batteria. Su ZOE il recupero di energia è previsto anche quando si frena: con la vecchia tecnologia, infatti, il recupero di energia non era previsto alla pressione del pedale del freno e l’energia cinetica veniva dissipata, sotto forma di calore, all’atto del serraggio delle pastiglie dei freni.

La sua appartenenza al mondo dell’elettrico è rivelata dall’aspetto azzurrato della losanga Renault e dei gruppi ottici anteriori, nonché dalla colorazione blu dei vetri su tutta la gamma. Dettaglio insolito per un’auto di serie, i gruppi ottici posteriori sono trasparenti, con linee concentriche blu, e diventano rossi soltanto in frenata e con l’accensione delle luci notturne. Tale effetto rende più uniforme la tinta della carrozzeria su tutto il veicolo.

Un design accattivante curato da Laurens Van Den Acker che ha aggiunto un tocco fondamentale al progetto, inserendo nel frontale la nuova identità di Marca: ZOE adotta, così, sottili proiettori bi-alogeni e un logo ingrandito che spicca sul fondo nero della calandra. Il “sorriso” della grande presa d’aria, inquadrata da due fossette che accolgono le luci diurne, conferisce a ZOE un’espressione complice e accattivante.

Un auto che ho trovato estremamente utile se vivi in una città come Roma, dove il traffico, il parcheggio, e il costo della benzina ammortizzerebbe le spese del mezzo, che oggi però ha un prezzo di mercato molto più alto rispetto a quello francese. Un prezzo che si potrà pagare solo quando il numero di colonnine di ricarica sarà così ampio sul circuito urbano ed autostradale tale da permette un’investimento di 21.650 euro a cui va aggiunto il prezzo di noleggio della batteria, che per il momento non può essere acquistata ma solo noleggiata. Un auto del futuro che ci viene consegnata però in un presente simile al passato di altri stati.