Alla ricerca di NIGO – Parte 1

Alla ricerca di NIGO – Parte 1

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A Bathing Ape è stato innegabilmente uno dei marchi leader, ha dominato e segnato un’epoca innovandola, tracciando una via poi più volte seguita da altri brand, affermandosi come primo lifestyle brand nel mondo dello streetwear. In occasione degli imminenti festeggiamenti per i 20 anni di attività abbiamo deciso ripercorrere le tappe principali della sua storia cosi da sottolinearne l’importanza, spesso ultimamente sottovalutata, e il ruolo di rilievo che tutt’ora ricopre nel settore.

La nascita del mito

Tomoaki Nagao è un ventiduenne appassionato di musica e abbigliamento vintage americano che scrive di moda su diverse riviste tra cui Popeye, storico fashion mag pubblicato dal 1976 seguitissimo dagli adolescenti giapponesi. In quel periodo Tomoaki è molto inserito nella fervente movida giapponese e da DJ autodidatta frequenta i migliori club di Tokyo. Grazie all’amicizia con Jun Takahashi (Undercover), suo collega di Popeye, inizia a conoscere le figure più influenti nella cultura suburbana di Tokyo tra cui Hiroshi Fujiwara e l’allora proprietario del suo negozio preferito “A Store Robot“, Ichiro Takahashi. E’ proprio quest’ultimo che affibierà al “ragazzino” quel soprannome diventato poi il suo nickname: NIGO (“doppio”) per la straordinaria somiglianza fisica e caratteriale col “maestro” Fujiwara.

NIGO e JONIO (il soprannome di Jun) sono inseparabili in quel periodo. I due curano insieme una seguitissima rubrica mensile sulle nuove tendenze e la cultura suburbana, firmandosi con lo pseudonimo di “Last Orgy Two“. Vista l’ottima intesa Jun, che ha gia un suo brand, proprone all’amico di aprire uno store tutto loro dove poter dar ancor maggior sfogo alla loro passione per il mondo della moda. In breve tempo il loro sogno diventa realtà e NOWHERE viene inaugurato il 1° Aprile del 1993. Metà dello store vende capi Undercover, l’altra metà è dedicata a tutto l’abbigliamento vintage americano che NIGO si procura nei suoi numerosi viaggi negli Stati Uniti. In poco tempo però il giovane NIGO si rende conto che sarebbe stato più fruttuoso e intelligente aprirsi una propria linea di vestiti.

L’Alba del brand delle Scimmie

E’ il 1993, lo stesso anno d’apertura dello loro negozio e NIGO, da sempre appassionato di cinematografia, decide con l’amico grafico SK8THING (Shin), anche lui autodidatta iniziato dal maestro Fujiwara, di ispirarsi come idea portante del brand alla leggendaria saga del “Pianeta delle Scimmie“. Come nome viene scelto “A Bathing Ape In Lukewarm Water” (comunemente accorciato in BAPE) traduzione di un’espressione giapponese che da un’accezione negativa verso la pigra e ricca nuova generazione. Il logo principale, la Bape Head, viene creato dallo stesso SK8THING ispirandosi ai lavori del truccatore 7 volte premio Oscar Rick Baker, in maniera particolare nel film “Greystoke – La leggenda di Tarzan“, il signore delle scimmie.
Nei primi due anni vengono prodotte circa 30 magliette alla volta, metà regalate agli amici tra cui Cornelius (Keigo Oyamada) che le indossa durante i suoi concerti, e metà vendute da Nowhere. (FOTO PRIME TSHIRT)

L’Anno d’oro

Passano 3 anni, è il 1996 ed ecco vedere arrivare la prima vera grande svolta per il brand. L’attimo fu quando nel giro di pochi giorni bussano alla porta del Nowhere store prima Futura 2000 per acquistare una giacca (così vuole la leggenda) e successivamente l’amico Stash (altrettanto famoso graffiti artisti americano) che gli offre dei disegni da stampare sulle loro tshirt.
Fu l’inizio di quello che poi è diventato un marchio di fabbrica per BAPE, l’arte della collaborazione. Per vendere le magliette con le grafiche dei due artisti, NIGO decide di aprire due negozi, Concept e Technique, che avevano una location segreta che poteva essere raggiunta solo se in possesso di una mappa speciale. Il ’96 diventa l’anno d’oro per eccellenza quando MANKEY, altro designer/amico, ha la geniale idea di incorporare la bape head in un pattern mimetico (duck camo), creando il Bape camo creando inconsapevolmente il pilastro portante per il successo del brand.

Edizione Limitata

Dopo 5 anni di lavoro BAPE ha già raggiunto una discreta popolarità in tutto il Giappone, tant’è che numerose boutiques vendono con velocità e leggerezza tutto i prodotti del brand. Temendo però in una sovraesposizione del marchio, sul quale era riuscito a creare quell’aura di mistero e rarità, blocca la distribuzione e inizia a vendere BAPE solamente nel nuovo “Nowhere Busy Work Shop” sito in posizione strategica, nel quartiere di Harajuku a Tokyo. Sarà per un lungo periodo l’unico negozio in Giappone dove acquistare i capi con la scimmia. A rispondere alla richiesta di prodotto da parte del pubblico cinese ci pensa lo store, sempre BAPE, che NIGO pensa sapientemente di aprire al 27° piano di un grattacielo ad Hong Kong dove possono acquistare solo selezionati “soci” (member) e solo cittadini residenti ad HK. Una scelta, quella delle limitazioni nell’acquisto, che successivamente diventerà una delle strategia fondamentali dell’azienda, tra i punti focali del successo del brand.

L’Espansione in Giappone

E’ il 1999 e Nigo decide finalmente di iniziare a colonizzare in prima persona tutto il Giappone. Il momento è quello giusto e così aprono i primi monomarca a Osaka e Nagoya (Giappone) e ad Harajuku e Aoyama, il tutto sotto la supervisione di Masamichi Katayama.
Un nome che corre nella corsa al successo spinto da quello di BAPE. Katayama curerà nel corso degli anni l’interior design di tutti i Bape store e fonderà nel 2000 WONDERWALL, affermatasi come una delle milgiori case di interior design al mondo. Nonostante non mancassero i fondi economici per puntare a un’espansione globale, BAPE continua a rimanere un brand underground con capi disponibili solo in Giappone, per un breve periodo di tempo (si narra che i capi invenduti venissero bruciati), e con quantità molto limitate.

L’Esplosione mondiale e l’arte di collaborare

Arriva il 2001 e con esso un’offerta alla quale NIGO non può rifiutare. Il colosso mondiale dei soft drink Pepsi contatta l’azienda per avere il permesso di utilizzare il loro camo sulle lattine per il mercato asiatico. L’opportunità di fare il salto di qualità e di ergersi come colosso dello streetwear giapponese è enorme. Un’opportunità che il “furbo” NIGO non perde lasciando indietro di 100 passi gli altri brand di Harajuku, raggiungendo una platea vastissima e globale.
Così nel giro di pochi mesi, giovani, adulti e anziani, hanno tra le mani una bibita marchiata con il Bape Camo nelle versioni classica verde, blu e rosa. La domanda nasce spontanea:”chi è BAPE?”. Ne nasce la migliore e più riuscita collaborazione a detta dello stesso NIGO.

Dal 2001 a oggi di vicende, personali ed economiche, ne sono successe e la biografia di NIGO si è arricchita di paragrafi e capitoli che abbiamo voluto tenere per la seconda parte del nostro racconto, che celebra una delle icone delle street culture mondiale a poche settimane dalle grandi celebrazioni del suo 20° anniversario.