Apple è ancora Apple?

Apple è ancora Apple?

apple-e-ancora-apple

Tra haters e fans sfegatati, la Apple, alla luce di una caduta in borsa vertiginosa, inizia a destare qualche allarme, così ci siamo chiesti quale sia il futuro di uno dei marchi più importanti a livello internazionale, che ha saputo infondere nuova linfa al settore smartphone e a cui dobbiamo prodotti innovativi e rivoluzionari come l’iPod e l’iPad e l’iPhone.

La storia di Apple è costellata di piroette e balzi all’insù ma anche di cadute rovinose al limite del fallimento, il suo creatore e principale artefice della grande rinascita che ha accompagnato Apple nella sua (ri)scalata al successo è scomparso. Steve Jobs rappresentava Apple stessa, nel carattere ma sopratutto nella filosofia del Think Different, prodotti innovativi, semplici da usare e belli da vedere.
Da quanto il fondatore è mancato si è avvertito quel non sò che di diverso, sia nelle conferenze stampa, sia in quelle di lancio di alcuni prodotti, la grande capacità mediatica di vendere dell’iCeo rimane impareggiabile e l’attuale amministratore delegato Tim Cook non sembra avere lo stesso smalto, ma risulta probabilmente più calcolatore, più aperto al dialogo, insomma più imprenditore che sognatore. I prodotti stessi hanno quella patina di WOW in meno, sarà che i delicati restyle, il sistema operativo sono pressochè fermi da tempo, e alcune scelte discutibili come quella di lanciare un nuovo iPad dopo solo 6 mesi, o di tenere ferma la linea Mac Pro, vero core dell’azienda per anni, hanno fatto arrabbiare molti.

Aldilà di tutte queste considerazioni però, le vendite vanno a gonfie vele, la linea di prodotti presenti continua a macinare record su record, vendendo sempre grosse cifre e gli utili sono costantemente molto elevati, allora cosa succede?
Succede che il giocatolo si è rotto, l’Apple rappresentava per molti un nido sicuro, un mondo a sé nel quale riconoscersi, una filosofia oseremmo dire, nel quale molti hanno fatto parte per anni sentendosi un pò come una elitè privilegiata, aspettando il prodotto, comprandolo certi che fosse il migliore sulla piazza. Invece lo sdoganamento della linea, la massificazione del marchio hanno portato al disintegrarsi della catena, da ristretta cerchia di fans a moda vera e propria, un sistema che all’inizio ha fatto la fortuna di Apple ma che ora rischia di essere un boomerang. Le mode passano, i competitor sono più agguerriti che mai, Samsung in primis, i prezzi continuano a salire nonostante la crisi, I vecchi mac-user si sentono traditi dalla svolta popolare di Cupertino, ma sopratutto ci si aspetta che il marchio innovi sempre e comunque, si è in attesa del lancio sensazionale, il colpo ad effetto che possa spostare nuovamente l’ago in proprio favore, ma tutto questo tarda ad arrivare.

La cura maniacale del prodotto, le pubblicità ultra minimali, un integrazione software hardware pressoché perfetta, la costante voglia di produrre tecnologie ed apparecchi semplici nell’utilizzo e che sappiamo andare incontro alla esigenze dei consumatori, mantenendo però un estetica affascinante e sempre curatissima, sono ancora i cavalli di battaglia dell’azienda, il parco Mac continua a stupire per stabilità e utilizzo, anche nei campi professionali, e allora pazienza se non siamo più nell’elite, pazienza sé Steve Jobs non c’è più, noi siamo ancora qui ad usare iPhone e Macbook come fosse il primo giorno, consapevoli di aver fatto il migliore acquisto di sempre.