Signs Inside In: Enrico Fietta

Signs Inside In: Enrico Fietta

Ormai ho perso il conto.
Sono già passati otto mesi e l’ attesa per l’ esposizione finale si avvicina. Tutte le candidature arrivate in redazione sono state selezionate attraverso un approccio ben preciso, fatto di assemblaggio per gusto, qualità e passione.
Riguardo quest’ ultima intendo che non importa se tu sia un fotografo alle prime armi o un professionista, quello che interesa è la capacità che ognuno ha di estrapolare segni, concetti dall’ improbabile e dal probabile.
Interressa l’attimo, il momento, non le situazioni artificialmente costruite. Descrivere fotografando, e cosa se non piccoli attimi, brandelli di vita.

Oggi ‘Signs Inside In’ lascia spazio a Enrico Fietta. trentatrenne che ama la fotografia ma si priva di quello che lui stesso definisce ‘stereotipo tecnico’. Ma cosa è uno stereotipo? Quello che Enrico intende è forse l’ abbattimento di schemi che ci limitino l’ estro creativo, e la capacità di espressione. Non ha svolto corsi accademici o fotografici, si basa su un apprendimento empirico e quotidiano, un approccio tutto personale e intimo con l’ immagine.
Il suo lavoro lo porta a spostarsi continuamente in tutta Europa, e questo forse rappresenta proprio una bella scusa per nuove ispirazioni e continue idee. Le sue bambine son mju,contax g, yashica t4, tutto rigorosamente analogico.
Se vi piace e pensiate sia il migliore di questo mese, non pensateci due volte e votatelo attraverso il Like. Potrete dagli la possibilità di rientrare negli espositori di Gennaio.