The Underbelly Project in New York City

The Underbelly Project in New York City

The Underbelly Project è un progetto creato da Workhorse and PAC, ora la sua reale posizione e come arrivarci sono un mistero, le uniche informazioni certe sono che si trova nel sottosuolo di New York e che all’interno di una ex stazione della metropolitana più di 100 artisti hanno lavorato su pareti e stanze nascoste. Con artisti quali Swoon, Gaia, Know Hope, Revok, Roa, Dan Witz, Jeff Soto,Faile, Mark Jenkins, Elbow-toe, TrustoCorp giusto per citarne alcuni, il progetto è senza dubbio uno dei più importanti nella storia della arte urbana, per la prima volta gli artisti hanno potuto lavorare per puro divertimento ed unicamente per loro piuttosto che per il pubblico, nessuno vedrà i lori lavori eccetto loro stessi e gli altri artisti partecipanti.

Il progetto dopo diverso tempo è stato reso pubblico ed ha ovviamente avuto un successo incredibile ma risulta a tutt’oggi ancora inaccessibile, la fitta rete di tunnel rende l’accesso praticamente impossibile e soprattutto le entrate sono inutilizzabili, con il risultato che il The Underbelly Project è diventato una gigantesca capsula del tempo con all’interno le opere dei migliori esponenti dell’arte urbana internazionale.

RJ Rushmore di Vandalog è uno dei pochi non artisti ad aver avuto la fortuna di visitare la stazione dall’interno, documentando poi successivamente attraverso scatti ed impressioni, ed è proprio lui, dopo due anni dalla dichiarazione con la quale il progetto è stato reso pubblico, a esaminare attentamente il progetto e a trarre alcune conclusioni. Il saggio, che doveva essere incluso all’interno di ‘We Own the Night’, il libro ufficiale del progetto, è stato da poco pubblicato sulle pagine del noto magazine, ed è un affascinante viaggio nelle sensazioni ed esperienze maturate da RJ che a distanza di anni fà il punto della situazione, forse un pò malinconico ma comunque attraverso lo scritto traspare un analisi lucida e pulita del famoso progetto.
Noi vi riportiamo qualche interessante stralcio, il resto potete trovarlo qui.

First of all, street art in this decade is, for better or worse, mostly viewed online or in books. Yes, I experienced The Underbelly Project in person and it was a unique and unforgettable experience, but that was an experience of the space more than an experience of the art. To fully appreciate the art, I had to look at photographs. Cameras depict the station better than the human eye possibly could in that darkness. As valuable an experience as it was to get down into The Underbelly Project and wander around, there’s just as much value, in a different way, in looking at good photographs of it.

The Underbelly Project should be compared to the work of the street artists and graffiti writers who paint in abandoned factories. Very few people will ever see those murals in the flesh, but that does not make them any less impressive. Murals in abandoned factories are not gifts to the world in the same way that it is a gift when Swoon commands a flotilla down the Mississippi, but there’s still something valuable about them.

Pics by RJ Rushmore, Workhorse and PAC