Signs Inside In: Alex Fakso Interview

Signs Inside In: Alex Fakso Interview

U

na frase di un fotografo che sicuramente ha portato da sempre avanti il proprio modo di vedere la realtà, e ha trasformato tutto nella propria arte, senza scendere a compromessi è stata: “Non per forza le proprie passioni devono diventare mestiere.
L’autore Alex Fakso che ha iniziato nei primi anni ’90 ad occuparsi di skate e alla fotografia soprattutto legata a questo sport. Oggi al tramonto del 2012 ci regala immagini che fanno respirare e che raccontano di una realtà vera, che a volte è talmente veloce che forse solo pochi riescono a descrivere e catturare.

Ne suoi scatti da una parte la società copertina, dall’altra coloro che fanno parte di quella società, e che forse si rendono conto di essere succubi di un processo ‘usa e getta’, dove tutto diventa improvvisamente troppo vecchio, tanto che il significato si perde, e si affievolisce con il tempo che scorre. I capolavori della street art si incontrano, scontrandosi con l’iper velocità della fotografia. Ma se solo ti fermi ad osservarli già tutto ha acquistato quel senso perduto con quel processo storico che rema contro.

Signs Inside In‘ continua così il suo percorso in queste domeniche estive addentrandosi sempre di più nella fotografia urbana, continuando il viaggio tra i più interessanti fotografi della scena mondiale. Con noi Alex Fakso!

[twocol_one]
Corri altrimenti sarai schiacciato e annientato, accantonato e dimenticato. Dai tuoi scatti e dai tuo ultimi lavori sembra proprio così. Cosa c’è dietro ‘Fast or Die’, e quando hai iniziato a maturare questa consapevolezza?

A.F: Il tutto è iniziato a maturare da quando mi sono trasferito a Londra, nel 2007, ho notato in quel periodo che tutto attorno a me stava andando velocissimo, ero appena uscito con il mio primo libro ‘Heavy Metal’, quindi mi ero tolto un grosso peso da dosso ed ero di nuovo in strada alla ricerca di nuovi inspirazioni…tutto quello che mi circondava scorreva ad una velocità folle e senza senso… il nuovo, dopo un mese, era già vecchio, film che pubblicizzavano per mesi andavano consumati e diventavano vecchi dopo 3 mesi… la cosa mi sembrava un pò assurda ma è un pò così in questi ultimi anni… questo mi ha fatto pensare a questo concetto o corri o sei fottuto…

Il ruolo dei social network, e l’importanza del web all’interno della società, ha influito sicuramente sulle nostre giornate, e il modo di vivere la quotidianità. Tutto scorre in modo frenetico, veloce, e a volte ciò che dovrebbe passare in primo piano passa oltre. Tu cosa ne pensi dei nuovi mezzi di comunicazione?

A.F: Come dicevo prima una cosa che oggi è nuova il domani è già vecchia, non mi ricordo di essere cresciuto con questa attitudine negli anni ’90, le cose rimanevano di più nell’aria e te le assaporavi di più, tutta questa frenesia a cercare cose nuove, mi sembra un pò forzata, ci stanchiamo subito di tutto subito… bheee questo penso sia dovuto ai midia e alla comunicazione che c’è ora, internet ha accelerato a velocità istantania la comunicazione, se hai un’idea nuova, la pubblichi su twitter o su facebook e la cosa è li a portata di milioni di persone, un bene per la comunicazione, però un male per il sovra ecessivo bombardamento di informazioni ed immagini.
Sono un pò triste a pensare a questa cosa ma succede tutti i giorni che vedo dei lavori incredibili e dopo poco sentire persone che dicono, ‘aaa si quel lavooro è vecchio’ o ‘quel film è vecchio’… direi che è abbastanza triste… ma purtroppo non ci possiamo fare nulla, questo è quello che intendo per ‘Fast Or Die’… questo concetto è basato su questo preciso momento storico della società…

In che modo può un giovane fotografo sfruttare il web e trarne benefici? E quali sono i consigli che offriresti a chi vuole fare della sua passione un vero e proprio mestiere?

A.F: Non per forza le passioni devono diventare mestiere, questo è un errore che tanti fanno, se la tua passione diventa un mestiere devi essere disposto ad accettare forse più sporchi compromessi di prima, dico questo perchè con il fatto che dipendi dalla tua creatività e mestiere di artista ti devi abbassare a volte a cose che magari non vorresti fare per non compromettere la tua arte, devi essere disposto ad accettare dei lavori che magari non faresti mai perchè lontanti dal tuo modo di essere ecc ecc… quindi occhi aperti a volte è meglio fare un lavoro qualsiasi e portare avanti le proprie passioni come si vogliono e dargli la massima importanza, internet è un mezzo che di sicuro aiuta tantissimo, è a portatai di tutti istantaneamente, basta sapere dove insistere e di sicuro le porte si aprono prima o poi…

Quando hai afferrato tra le mani la prima macchina fotografica? Ti è stata regalata, o è stato un acquisto mirato?

A.F: Presa in prestito da mio padre, lui la usava per fotografare i suoi viaggi, devo dire che mio padre ha sempre avuto la passione di filmare tutto, ha comprato la prima cinepresa quando era giovane poi la prima telecamera ecc ecc… un pò meno nella fotografia ma era fissato con i video… abbiamo ore e ore di filmini di famiglia dagli anni ’70 ai giorni nostri, forse da lì ho preso la passione della macchina fotografica, poi una serie di coincideze varei mi hanno portato ad inserirmi nel mondo dove sono ora.

Quando ti sei avvicinato al mondo della strada?

A.F: Con lo skate, devo tantissimo allo skateboarding, devo tutta la mia adolescienza e senza di quello non sarei qui, amore a prima vista. Poi a livello filosofico mi ha aperto un mondo. Da piccolo nemmeno l’immaginavo, è stato da lì che ho iniziato a crescere e coltivare interessi personali.

Italiano di nascita ma vivi a Londra. Cosa pensi dell’Italia? Ritieni che andarsene e partire e coltivare il proprio sogno in un altro paese sia la cosa giusta da fare?

A.F: Si di sicuro. In Italia fa parte della nostra cultura minimizzare sempre tutto e non dare importanza all’arte… se le cose succedono fuori sempre ci sarà un motivo, sono convinto poi anche che le cose non cambiano, è così da sempre. Quindi meglio andarsene…comunque voglio precisare che sono fiero di essere italiano.
[/twocol_one][twocol_one_last]
Cosa ti spinge a premere il pulsante della tua macchinetta fotografica? Quali sono gli elementi giusti che fanno della foto, un’immagine forte e d’impatto?

A.F: Bhè di sicuro sono le situazioni che uno cerca. Io cerco determinati momenti e atmosfere, se non ho quel tipo di momento non scatto, cerco sempre un pò di azione.

La fotografia non si impara, ma fotografi ci si nasce. Quando ti sei accorto che in realtà il tuo non era semplicemente un passatempo o una passione passeggiera, ma un talento?

A.F: Quando scattavo semplicemente foto le mostravo agli amici e notavo che quelle che facevo suscitavano un certo interesse, è stato così che ho insistito tantissimo all’inizio facendo molti sbagli.

Sei attratto dal mondo underground, treni, metro. Cosa rappresenta per te tutto questo?

A.F: Un mondo non accessibile a tutti, un mondo che se non conosci e non lo puoi frequentare, essendo difficile automaticamente i cosidetti poser o persone che seguono le mode le togli di mezzo, tutto è più originale e vero, ( anche se ai giorni nosti ormai non c’è più nulla di puro e vero), poi c’è il rischio da un tocco di classe al tutto.

Spirito libero e ribelle. Se ti dessero ora un biglietto di solo andata, dove vorresti andare?

A.F: Nello spazio, mi farei un giro senza ritorno nello spazio e andrei dove non è mai andato nessuno.

Quali sono stati gli anni migliori per la ricerca e la formazione della tua personalità?

A.F: Anni ’90 tutti dall’inizio alla fine seza dubbio… I migliori anni in assoluto, per la scena skate, graffiti e hip hop…l’era d’oro per tutte queste subculture, che poi negli anni dopo sono diventate ‘main stream’.

Nel momento in cui accendi il pc\mac, su quale sito web ti cade subito l’occhio, ed è il tuo preferito?

A.F: Americansuburbx, Youtube, Facebook, Pinterest, Jmcolberg.com/weblog

Appena ti svegli cosa fai?

A.F: Pisciata, caffè, biscotti, news in tv ed email, e ogni tanto vado a correre…

Come nasce e si evolve il tuo rapporto con la street art?

A.F: La odio… hahaha..Scherzo, ma considero pochi i veri street artist di rispetto, ho visto con i miei occhi il bum che c’è stato qualche anno fa e ho visto come le persone cambiano a seconda delle mode… cosa che odio profondamente… considero vero ciò che esisteva da prima e ciò che ha avuto un percorso con evoluzione, tutto il resto per me e immondizzia e stupida moda.

Quali sono gli artisti che ami di più, e che abitualmente segui?

A.F: Alessandro Zuek Simonetti, Estevan Oriol, Boogie, Os Gemeos, ed templeton, Araki, Daido Moryama, guardo molta fotografia in generale e arte, la lista potrebbe essere molto lunga… queti sono alcuni nomi di amici o persone che mi piacciono molto…

Con che modelli di camera scatti solitamente? Ne hai una a cui tieni in particolare?

A.F: Mamya 7 Pentax II e Olimpus muj II.
[/twocol_one_last]