Signs Inside In: Francois Coquerel Interview

Signs Inside In: Francois Coquerel Interview

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n questa domenica di Agosto ‘Signs Inside In’ non va in vacanza. A farci compagnia oggi c’è Francois Coquerel, fotografo francese classe 1980, che ama definirsi personale e lineare nei suoi scatti. Effettivamente sono queste le prime parole che emergono non appena si osservano i suoi lavori.
Amante del mondo street, che definisce quasi inconscio in ogni progetto, spazia da una fotografia che sa descrivere e documentare nei particolari, ad una del tutto introspettiva. Statiche e non dinamiche, prive di movimenti, ma cariche di una perfezione che non fa che cadere nella pura semplicità ed eleganza.
Oggi saltella tra un esposizione e l’ altra, continuando le sue pubblicazioni su magazine come Monocle, The New York Times Style Magazine, Le Figaro, The Telegraph Magazine, e Lissac. Tra un ricordo, e un consiglio per chi si vuole cimentare in un campo così fantastico come la fotografia, Francois si racconta e ci regala i suoi scatti. Enjoy!

English interview at Page Two

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Raccontaci quando è avvenuto il tuo primo faccia a faccia con la fotografia. Hai sempre avuto questa passione, o è subentrata con il tempo?

F.C: Devo essere sincero non mi importava affatto della fotografia, prima dei 18 anni. Dopo è accaduto che improvvisamente con un amico decidemmo di sviluppare alcune foto che ci divertivamo a fare, e tutto questo nel laboratorio del nonno, che avevamo installato nel suo garage.
Anche dopo, quando ho iniziato a scattare, mi era difficile essere completamente trasportato dalla fotografia, mi ci è voluto un bel pò prima che ne venissi completamente travolto. Sono un tipo di persona che metabolizza molto lentamente, quindi il processo è stato lento.

Se dovessi descrivere la tua fotografia ?

F.C: La mia fotografia è semplice, lineare ma allo stesso tempo estremamente personale.

Dove prendi le tue ispirazioni? Puoi indicarci alcuni maestri che prendi come esempio nel mondo dell’ arte del cinema, così come nella stessa fotografia?

F.C: Ogni ispirazione deriva dai momenti di vita personale. La fotografia è una forma d’ arte un pò nostalgica. Ovviamente sono stato influenzato da molti artisti, pittori classici, film, libri e fotografi, durante il mio percorso di formazione. In questo momento sono davvero influenzato da un fotografo Italiano, Luigi Ghirri.

Cosa pensi della Photography e Street Art. Qual è il tuo rapporto con questa corrente artistica?

F.C: Penso che l’ arte street sia un universo apparte, e fotografi come Weegee, Lee Friedlander, William Eggleston e Gary Winogrand sono
sicuramente alcuni dei più grandi del secolo passato. Credo che la street art, e tutto questo fantastico mondo siano nel subconscio di ogni fotografo.

Nelle tue foto noto a sprazzi una fuga improvvisa dalla società, per catapultarti in luoghi incontaminati.
Con le nuove forme di comunicazione tutto è più veloce, e il silenzio, la privacy cadono nel dimenticatoio. Che cosa ne pensi dei social network e del mondo web?

F.C: Internet sicuramente è stato un mezzo di comunicazione fondamentale per rendere noto ad un certo pubblico, ciò che non era possibile potesse divenire noto. Per me è difficile pensare come potesse ogni cosa funzionare senza la loro esistenza. E onestamente non ne ho la minima idea.

Viaggi molto? E quanto può influire questo sui tuoi scatti, e i tuoi lavori?

F.C: In verità non sono un grande viaggiatore, anche se amo andare all’ estero che sia per lavoro o affari personali. Ma nei miei lavori ci trovi come puoi vedere poco di esotico e di on the road.

Hai avuto numerose publicazioni su varie riviste. Qual é stata in assoluto la tua pubblicazione migliore? Avresti voglia di lavorare con qualcuno in particolare?

F.C: La cosa migliore è quando si può girare tutto il servizio, per un vasto pubblico, con tutta la libertà del mondo. E tutto questo è tutto il contrario di ciò che accade spesso, anche se si è fortunati può succedere. Non ho preferenze, qualsiasi tipo di collaborazione è benvenuta.[/twocol_one][twocol_one_last]

Qual è il tuo rapporto con la moda? Hai qualche brand che segui con un interesse maggiore?

F.C: Non seguo ogni collezione, assolutamente. Ho lasciato agli stylist che lavorano con me questo compito. Non ci sono brand che preferisco rispetto ad altri, ma durante gli scatti mi piace scegliere cosa preferisco, se un capo o un’ altro. I miei gusti in fatto di abiti è molto chiaro. Ad esempio in questo momento sto girando degli scatti per il brand di mia sorella, Good Guys.

Parlaci del tuo ultimo e prossimo progetto in programma.

F.C: Il mio ultimo lavoro è stato quello di scattare foto a delle pietre preistoriche posizionate su fogli bianchi, e il lavoro si chiama ‘Stone observation and ranging experiment’, che si rifà ad un laser lunare e alla sua capacità di osservare fenomeni che avvengono ad una distanza molto grande rispetto a noi. Riguardo al prossimo progetto non ne sono così sicuro. In verità avrei un’ idea ma preferirei tenermela per me, dal momento che non è certa!

Sei un grande fotografo, con uno stile tutto tuo. Avresti qualche consiglio da dare a tutti quei giovani che hanno voglia di lanciarsi nel mondo della fotografia?

F.C: Grazie. Penso che all’ inizio sia importante per girare e scattare un bel pò, trovare i propri punti di riferimento, sviluppare le proprie passioni, e trovare il modo di risolvere le difficoltà che potrebbero incontrarsi durante gli scatti. C’è un’ altra regola fondamentale, imparare a costruire un budget e scrivere una fattura.

Che cosa hai intenzione di fare per questa estate?

F.C: Penso che sono stato molto fortunato fino ad ora, ho avuto la possibilità di scattare i miei servizi in luoghi di villeggiatura, quindi è come se sono stato già in vacanza.

Ti piace il nostro magazine?

F.C: Trovo molta difficoltà perché è in italiano. Ma come prima cosa sono stato colpito dalla grafica e dal layout.

Dicci tre parole con le quali si potrebbe descrivere una fotografia che può definirsi perfetta.

F.C: Penso che una fotografia perfetta debba essere artistica, soggettiva, ma soprattutto documentare.

Qual è il tuo bambino? Mi riferisco alla macchina fotografica con cui scatti.

F.C: Mi piace scattare con la Mamiya 645, è molto comoda e rende morbida l’immagini, una Mamiya 7 per i paesaggi e, naturalmente, il mio formato Linhoff di grandi dimensioni. Sto girando principalemente video e film.[/twocol_one_last]