Signs Inside In: Wendy Bevan Interview

Signs Inside In: Wendy Bevan Interview

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ome promesso Signs Inside In vi regala una breve intervista ad una fotografa che ha fatto del suo mestiere la sua vita. L’ ultima domenica di Luglio è perciò dedicata a Wendy Bevan, giovane artista, e quando dico artista lo intendo a 360°. La passione per l’arte è sincera, e non costruita, e questo perchè tante di quelle volte soprattutto in questo settore capita di avventurarsi in campi diversi da quelli in cui si è in realtà predisposti, ma sono convinta che quando si ha un talento così forte come in questo caso, si è in grado di poter fare tutto.
Gli scatti di Wendy a volte appaiono dei quadri, altre volte frammenti dei ricordi, memorie in bianco e nero, come i vecchi film di una volta.
Il film muto non faceva altro che enfatizzare tutto ciò che non riguardava l’ audio. L’ attenzione infatti cadeva sul colore, sui gesti che a forza dovevano essere più ampi e marcati, per far si che la comunicazione divenisse bilanciata. Allo stesso modo fa la Bevan. Donne dal volto che non saprei definire triste, si dimenano in miscuglio di sensazioni, esplorando emozioni contrastanti tra loro. Colori e volti tenui, offuscati, niente si definisce nei suoi contorni e appare chiaro. Tutto è elegantemente impacchettato nella scatola dei ricordi, quindi riaprire il tutto a volte diventa un pò scomodo.

English interview at Page Two

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Spazi dalla fotografia alla musica e cinema. Ma quale è stata la tua prima passione?

W.B: La verità è che io amo un pò tutte queste arti, e la possibilità di poterle combinare tra loro diventa qualcosa di fantastico.

Il tuo stile è così retrò, malinconico, e la maggior parte delle tue inspiration nasce dal cinema in bianco e nero e dal teatro con ispirazioni al mondo del burlesque. Queste tendenze ad affiancarti ad un genere ben preciso nascono da un momento particolare della tua vita?

W.B: In verità no, diciamo che sono sempre state li, a me accade tutto in modo naturale. Ho una propensione ad usare questa fonte di ispirazione per ogni mia ricerca.

Potresti illustrarci velocemente di cosa si tratta il tuo ultimo progetto ‘ Temper Temper’? Come si è formato e da quale idea prende vita?

W.B: Temper Temper è una sorta di band, che ho messo insieme circa due anni fa. Mi da la possibilità di esprimere tutte le mie emozioni e sensazioni attraverso il mio lavoro, facendo uso della musica e attraverso l’ uso di personaggi sempre diversi.
Il mio obiettivo è stato quello di creare un mondo attraverso la musica e le performance che potesse riflettersi poi con tutto il lavoro che sto facendo, dalla fotografia ai miei piccoli movie.
A livello musicale ci rifacciamo a molti artisti, ma se pensi al nostro sound probabilmente potresti trovarne una somiglianza nel momento in cui inserisci Antony e the Johnsons in una band con Marlene Dietrich, Scot Walker e David Lynch, forse in quel caso potrai ricreare un sound simile a Temper Temper’s.

Hai qualche altro progetto simile in programmazione?

W.B: Ho una grande performace, un importante progetto con Temper Temper che aprirà al Festival di Edinburgo il tre Agosto. Il titolo è “The Pain of Desire’ e speriamo di poterlo esportate in Italia, a Milano, tutto questo ad Ottobre.

Dammi tre aggettivi con i quali descrivi la tua fotografia.

W.B: Romantica, ultraterrena e infine nostalgica.

Il tuo mood è come abbiamo detto estremamente retrò, con un profumo di malinconia e memorie. Se ti giri e guardi indietro al passato, quali memorie ti vengono in mente?

W.B: O mio dio, tanti e poi tanti ricordi; i miei lavori è fatta di emozioni, misciando emozioni e non ho la tendenza a prendere solo in considerazione un ricordo e basta, ho solo un’ idea vaga nulla di lucido e chiaro.

Quali pensi sia il migliore fotografo in circolazione?

W.B: Penso di amare i lavori di Irina Ionesco.
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Qual é il tuo rapporto con i media, e la comunicazione online?

W.B: Non ho altro contatto se non con il mio sito web, facebook, twitter e soundcloud.

Prendi ispirazione da qualche blog? E se sì, quale ?

W.B: A dire la verità no, preferisco i libri o i giornali.

Ti piace viaggiare? Quale è stato il tuo ultimo viaggio?

W.B: Assolutamente si! Io adoro spostarmi da un paese all’ altro. A dire la verità sono venuta più volte in italia, e ogni volta è un piacere poterla visitare.

Qual é il tuo rapporto con la moda? Il tuo outfit giornaliero da cosa è composto?

W.B: Dries van Noten, Marni e Vivienne Westwood sono i miei designer preferiti, e solitamente i miei outfit sono combinazioni curiose di cose che tra loro funzionano.

C’è un magazine in particolare per il quale ti piacerebbe lavorare?

W.B: Diciamo amo e ho amato lavorare per tutti i magazine e le pubblicazioni internazionali che ho fatto, ma continuo comunque a sperare un giorno di pubblicare su Vogue Uk, staremo a vedere…

Come accade alla fine di ogni intervista ti chiedo di esprimere tre desideri.

W.B: Essere il più felice possibile
Sentirmi soddisfatta di ciò che faccio
Amare ed essere amata.
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