Pixel Pancho in Kazan

Pixel Pancho in Kazan

I robottoni anni 90’ hanno segnato l’infanzia di parecchi di noi, in quel decennio non c’era bambino che non ammirasse le gesta viste in qualche anime made in japan, qualcuno è cresciuto e ne è stato talmente influenzato da farne il proprio marchio di fabbrica.

Pixel Pancho lavora e vive a Torino dove ha il proprio studio, ed è senza dubbio uno degli artisti più quotati del momento, facilmente riconoscibili sono le sue opere, dove giganteschi robot umanoidi coprono enormi facciate di edifici.
La personificazione del Robot è al centro del suo credo artistico, diversamente dalla concezione canonica di eroe invincibile ed indistruttibile, i suoi personaggi sono vivi, li vediamo in azioni, espressioni ed atteggiamenti tipicamente umani, soffrono, trasmettono messaggi ed emozioni, vivono attraverso l’occhio di chi li guarda. Ma non solo, i robot vengono utilizzati anche come veicolo per arrivare alle coscienze delle persone, penetrano andando a richiamare i ricordi di bambino, criticano e apostrofano un determinato comportamento od atteggiamento.

Per farvi capire appieno le capacità dell’artista, vi mostriamo qui l’ultima opera eseguita a Kazan in Russia, DOPE.

Pics by The Artist