Signs Inside In: Mario Caponi

Signs Inside In: Mario Caponi

La fotografia di moda è difficile da interpretare. Sì perché in realtà non devi avere solamente uno spiccato senso per l’immagine, ma la capacità di sviluppare un concetto moda tutto tuo, impossibile da ritrovare negli altri. Negli ultimi anni soprattutto in seguito alla diffusione del fenomeno dei fashion blogger, alcuni concetti e termini non hanno fatto altro che svuotarsi dei loro veri significati. A credere ancora in quella moda che non è fatta solo di outfit improvvisi, ma che rappresenta un insieme di colori, luci e sensazioni vere, sono ancora troppo pochi. Questa settimana Signs Inside In da voce a chi invece crede ancora in quei valori e lo fa attraverso un fotografo che sa far parlare di sé, per il suo talento, e la sua singolare capacità di raccontare la moda, in questo caso con una delicatezza tutta sua, come un ricordo lontano che attraverso gli scatti riaffiora in superficie. Parliamo di Mario Caponi, un fotografo quasi per gioco. Segue il suo intuito e solo cinque anni fa si avvicina a questo mondo, raccontando nei suoi lavori sogni fatti di donne evanescenti, come regine e guerriere di un’ eleganza e una bellezza senza tempo. I suoi scatti colpiscono in quanto riesce a coniugare ispirazioni diverse tra loro, saltellando dall’ arte classica e contemporanea fino ai grandi della fotografia da Richard Avedon, Tim Walker e Eugenio Recuenco. Non ruba ma rielabora, prendendo in prestito dal passato, un passato che ormai molti hanno gettato nel dimenticatoio.

Fotografare non significa riprodurre esclusivamente la realtà che ci circonda, ma interpretarla filtrandola con il nostro bagaglio di esperienze, di emozioni e di fantasia.

Mario Caponi