Sonar 2012 | Photo Recap

Sonar 2012 | Photo Recap

Due settimane sono più che sufficienti per raccogliere le idee e mettersi davanti al monitor per scrivere l’articolo recap dell’edizione 2012 del Sonar, ad oggi secondo me per qualità degli ospiti e location il miglior festival in Europa.
Il secondo Sonar per me, quest’anno grazie a Red Bull Music Accademy che mi ha preso dalla mia scrivania e mi ha fatto volare fino a Barcellona, dandomi la possibilità di ascoltare e conoscere in prima persona alcuni dei guest che anno animato la rassegna, sostenendomi fisicamente con la sua energy drink; atterrare e farsi dritte dritte 12 ore filate di festival non è proprio easy, ogni tanto ci vuole un aiuto.

Tolti i convenevoli veniamo a noi. Partiamo dalla fine ovvero dal Sonar Noche dove non ho perso i live di The Roots, presenza scenica 10, Amon Tobin, Azari & III (con un nuovo tastierista), Die Antwoord – post apocalittici – , Cooly G che si è esibita in una performance soul, Friendly Fires, James Blake che dovrebbe lasciar stare i dj set vista la sua svogliatezza, Lana Del Rey che ha ammaliato il pubblico… insomma i nomoni e live che ti capita raramente di vedere o più che altro con una tale potenza di suono come quella che gli stage del Sonar hanno.

Una Noche moderata perché gran parte delle energie sono state spese per vedere e ballare tra gli spazi del museo d’arte contemporanea MACBA ne quartiere Raval, dove il Sonar Dia prende vita. Per chi non c’è mai stato, il tutto si svolge in tre ambienti, due esterni, Sonar Village e Sonar Dôme, e uno interno, il Complex, pensato in particolare per i live più acustici. Stage distanti 3 minuti l’uno dall’altro.
Un flusso continuo di gente si sposta continuamente potendo alternare voci, suoni, artisti e vibrazioni nel giro di pochi minuti, tutto in un’atmosfera rilassata e mai troppo convulsiva.

Oltre al biglietto e all’energy drink, non mi hanno fatto un lavaggio del cervello. Sembrerà di parte il mio giudizio, ma non lo è. La verità è che il mio feeling musicale si è fatto un storia di due giorni con i suoni di Salva, Jesse Boykins III, live, l’artista che mi ha fatto innamorare per poche ore, e non di lui, Nguzunguzu, gli italiani Esperanza che hanno stupito pubblico e addetti ai lavori, tutti sul palco del Sonar Dôme dove salgono i nuovi artisti presentati da Red Bull Accademy o i loro professori come Flying Lotus che si è esibito ben due volte quest’anno.
I Club Chival, in quattro sul palco e non si sa perché, e Nightwave, rigida come un tronco, l’emozione gioca brutti scherzi, rimandati. Da fine Dia, e quindi perfetti, Jacques Greene e Darkside.
Persi per questioni di orari e di spostamenti Totally Enormous Extinct Dinosaurs, che fonti autorevoli mi hanno confermato essere stati grandi live. Sold out e quindi sala chiusa per chi è arrivato in ritardo i Mouse on Mars. Lasciati invece a un’altra edizione o un altro festival da fare gli Austra.

Anche nella musica esistono i trend, e quello di questo 2012 sembra essere l’UK garage, masticata con la dubstep, e bevuta con una bottiglia di rap. Un sapore che va giù bene se ti piacciono i suoni distorti e cambi ritmici veloci.
Ma raccontare un festival non è poi cosi semplice come sembra. Ciò che piace può non piacere a te. Per questo dovresti sentirti gli artisti che ti ho nominato e dirmi la tua. Le nostre foto ci danno una mano (le tipe e tipi troppo hipster e do or don’t li abbiamo lasciati alle riviste e ai blog a cui gli viene meglio) e se avete seguito la nostra pagina Facebook avete potuto vivere alcuni momenti in diretta. Consigli: leggi The Rules prima di partire, fatti la tua line up, mangia alla Barceloneta, non pensare di fare shopping la domenica, e ricordati i tappi per le orecchie se ami stare sotto palco.