Signs Inside In: Hasisi Park Interview

Signs Inside In: Hasisi Park Interview

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nuovi artisti non riescono a sfondare forse perché non sono poi così eccellenti e non hanno abbastanza talento. Voglio credere in questa teoria, augurandomi che io possa un giorno continuare a lavorare e guardare avanti.’ Hasisi Park

Queste sono le parole di una delle regine della fotografia low fi, Hasisi Park. Ha talento e lo sa perfettamente. Nata da padre fotografo, la sua passione per la fotografia si è facilmente trasformata nella sua vita. Il sesso è ormai diventato un mezzo di comunicazione, che quando sposa la fotografia raggiunge la sua massima espressività. Sul web impazza, e questo è forse un segno tangibile di come la società sia bisognosa di vedere non tanto di sentire. E’ così con piacere che Signs Inside In presenta l’intervista della ragazza velata da un sottile sarcasmo, è così amo definire Hasisi Park.

[twocol_one]Ci spieghi dove nasce la tua passione per la fotografia. E’ stato un approccio spontaneo o c’è stato qualche evento in particolare che ti ha avvicinato a questo mondo?

H.P: Sono sempre stata abituata a stare davanti così come dietro a una macchina fotografica, e tutto questo a causa di mio padre, che è sia editor che redattore ed è ancora solito usare le sue foto per le varie pubblicazioni. Mi ha trascinato in giro con la sua vecchia macchina fotografica Nikon e ho perciò posato per lui la maggior parte delle volte. Vedendolo scattare le foto con quella postura estremamente singolare e strana era sufficente per intrigare abbastanza una ragazzina giovane come lo ero io. Potrei anche dirvi che in realtà c’è un evento particolare nella mia vita che sancisce il giorno in cui ho afferrato la macchinetta fotografica nelle mie mani.

E a quando risale?

H.P:Ti parlo di quando avevo sei anni, e il mio primo scatto ritraeva una rosa gialla in piena fioritura, ma la cosa che più di tutte mi ha colpito non era la foto in sé. Consapevolizzai il fatto che il mio interesse andava all’ intero processo, dal suono prodotto dal click della prima foto fino alla scelta della foto stessa tra i diversi scatti, ed infine la stampa.

La fotografia non sembra la tua unica passione, anche perché a far parte dei tuoi progetti si affianca anche il video. Come ti sei innamorata di quest’ ultimo?

H.P: Diciamo che io ho iniziato a studiare come regista all’ università, tutto questo perchè prima lasciai la scuola superiore e iniziai a fare video musicali e mie piccoli cortometraggi. Inizialmente pensai che non ci fossero dubbi sul fatto che sarei diventata una regista. Il colpo di fulmine per la fotografia in realtà avvenne in seguito. Accadde poi che mi stancai delle immagini digitali (in movimento), desideravo fare i miei video con la pellicola da 35 mm che era ed è tutt’ ora molto costosa, fu così che prendendo una macchina fotografica decisi di creare il mio ‘look film’. All’inizio, si trattava di una breve escursione, ma non sono ancora riuscita a raggiungere il mio sogno originario.

C’è qualcosa che accomuna i due mondi, quello del video e della fotografia ?

H.P: E’ solo una questione di mezzo per me, mi piace giocare con le immagini tutto qui. Anche se quando mi occupo di opere video divento più ossessiva e isterica perché ci sono troppe cose da controllare e voglio sperimentare ogni minima cosa, suono, montaggio, colori e ritmo, ecc, quindi credo che ciò che distingue i due mondi sia proprio la post produzione.

Sei legata al cinema e qualche regista in particolare? quale epoca storica ti attira di più rispetto le altre, e trovi che in essa ci sia un concentrato di creatività maggiore ?

H.P: Amo i film e ci sono troppi registi che prendo come ispirazione. Posso citarne alcuni, da Michael Haneke, Woody Allen, Wes Anderson, M Night Shyamalan, Godard, Eric Rohmer, Tarantino e così via.
Molte volte mi sembro uscita dalla fine degli anni ’60 e ’70, dove erano tutti contro tutti. Questo mi piace e mi intriga.

Andy Warhol diceva che il sesso è più eccitante sullo schermo e tra le pagine che tra le lenzuola. Dai tuoi scatti il sesso si nasconde delicato in ogni gesto o movimento. Cosa rappresenta per te la sensualità all’ interno di un’ immagine ?

H.P: Ad essere onesti non so cosa dire a riguardo.Tutto quello che so è il mio standard di bellezza e sensualità è del tutto insolito. Da cosa deduco tutto questo? Bhè non lo sò. Vediamo cosa posso dire, che sono una volgare ahahah. Scherzo. In realtà vedo in giro troppe creature nude e non mi piace. Voglio solo poter smettere di vedere ragazze abbastanza magre e tirate.

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Hai mai avuto accanto a te un maestro, o una guida in ambito artistico, che ti ha aiutato nella tua formazione professionale?

H.P: No purtroppo. Però mi piacerebbe averne uno. Io non sono una persona ‘fanatica’ di certe cose, ma se Helmut Newton fosse ancora vivo, avrei cercato di raggiungerlo in tutti i modi.

Secondo te perché ci sono molti artisti di qualità e con un grande talento che però non riescono a sfondare e a emergere?


H.P: Forse perché non sono così eccellenti e non hanno abbastanza talento. Voglio credere in questa teoria, augurandomi che io possa un giorno continuare a lavorare e guardare avanti.

Guardando i tuoi scatti si può vedere ogni volta, paesaggi e luoghi diversi. Sei una ragazza che gira molto il mondo?

H.P: Sì, io sono un vagabondo! Se scelgo un posto, cerco di stare lì per almeno 2 mesi in modo che sia sempre a metà tra il viaggio e soggiorno.

Quando di cosa non puoi fare a meno?

H.P: Sono in grado di viaggiare senza una macchina fotografica, ma non può fare a meno di un libro delicato per leggere, probabilmente, le sigarette e una bottiglia di buon vino sarà pure necessario.

In quale città ti piacerebbe lavorare e vivere, in quanto fonte continua di ispirazione?

H.P: Questo è quello che ho pensato per tanto tempo. Non lo so, voglio veramente decidere. Da qualche parte soleggiato e dove fa caldo. Odio l’inverno. Il mio sangue è già freddo. Da qualche parte vicino alla natura, ma non troppo lontano dalla città. Sì, questo è tutto ciò che mi serve.

Il tuo ultimo progetto di cosa si tratta? Ad esempio oggi a cosa stai lavorando?

H.P: Oggi? Bhè il mio dente mi sta facendo molto male. Ho bisogno di vedere un dentista, ma ora sono a Tokyo è così, è meglio aspettare fino a quando tornerò a Seoul. E poi è venerdì oggi. Non ho intenzione di lavorare.

Quali sono le tue prossimi lavori e collaborazioni?

H.P: Appena torno a Seoul, inizierò la mia nuova serie che comprende un lavoro video e si spera possa far parte di una mostra. Dovrò anche finire un documentario sulla moda, su cui stavo lavorando prima di venire qui e spararmi un lookbook. Oh, e devo anche trovare un nuovo studio!

Il rapporto tra la moda e Sisi come è ?

H.P: OMG.

Il tuo outfit giornaliero? C’è un designer per cui stravedi?

H.P: Se fossi ricca, Margiela e Celine sarebbe il mio outfit di tutti i giorni, ma indosso Cosmic Wonder.
Al momento ho un camp cap arancione firmato supreme.

Come ti immagini tra dieci anni?

H.P: Tra dieci anni sarò molto vicino ai quaranta. Vorrei apparire ancora affascinante,sana e tranquilla, e raggiungere la pace interiore!So come avvicinarmi ad essa.

Hai fotografi, siti o blog che ti ispirano?

H.P: Di recente sono molto affezionato Michael Borremans.

Se si potesse fare 3 desideri che sarebbero?

H.P: La salute, un nuovo studio e una bella estate!

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