The Breakfast Club

The Breakfast Club


Worn By Moon & Reed Tee
Le photography t-shirt in bianco e nero sono un pezzo ora di moda, anni fà da nerd. Hanno preso il posto delle grafiche in un periodo di “austerità” stilistica. Le facce di questi due simpaticoni mi ricordano quelle dei personaggi fusi di testa tipici dei film degli ’90, come quello che vi consigliamo questa domenica. Questo brand è totalmente sconosciuto e lo trovate su Urban Outfitters, insieme ad altre stampe. Ma potreste anche pensare di farvi stampare una vostra foto su tee, sarebbe cool lo stesso, basta che non mi andate in giro con i colli larghi.

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Dazed & Confused” di Richard Linklater (1993)
Un cast stellare di giovani sconosciuti destinato a diventare famossissimo debutta in questo piccolo grande film che idealmente trasporta l’idea alla base di American Graffiti dagli anni ’50 agli anni ’70.
Narra infatti dell’ultimo giorno di scuola, e della nottata zingara che ne seguirà, per un gruppo di ragazzi di Austin, Texas, nel 1976.
Un racconto che va dai ragazzini che inizieranno un po’ spaventati l’anno prossimo il liceo a chi il liceo lo finisce quel giorno e non sa cosa fare della sua vita dalla mattina dell’indomani, mattina che sembra però quantomai lontana quella sera.
Tra vicende personali e una colonna sonora da urlo si susseguono momenti leggeri e momenti più introspettivi, tipici delle storie sull’ “età del passaggio” in questo affresco dell’ America lontana dalle grandi metropoli, in una Austin ancora provinciale.
Film assolutamente iconico negli USA, è stato adattato malissimo in Italia, dove è misconosciuto; la visione quindi è consigliata in originale anche per non perdere la verve di tutte le battute in puro accento texano e i giochi di parole.
Su tutto il cast il personaggio di Wooderson, un Matthew McConaughey alla sua prima apparizione, ci regala i momenti più esilaranti e ci consegna un “dude” destinato a settare lo standard della categoria per il cinema a venire, assieme allo Spicoli di Sean Penn in Fast Times at Richmond High e – ovviamente – al Lebowski di Jeff Bridges in Big Lebowski.

Text Marcello Crescenzi