Vans OTW Advocate: Chris Kong Interview

Vans OTW Advocate: Chris Kong Interview

OTW è una crew. OTW è una banda. OTW è un modo di pensare. OTW è la linea di Vans che si basa sulla collaborazione di personaggi che hanno seguito i loro sogni, rivoluzionando i loro mondi di riferimento, apportando modifiche sostanziali.
Ad aver pensato di incontrarli tutti insieme non ci sarei mai arrivato. Tanto meno di aver registrato per la prima volta un’intervista con l’iPhone e poi di perderlo!. Succede anche questo ma non ho dato per persa l’occasione di riportare su Providermag le parole e l’incontro con Chris Kong. Sempre impegnato non è stato facilissimo rincontrarlo nemmeno per via telematica. Di persona sarebbe stato un pò difficile.
Kong vive ad Hong Kong, ed è il fondatore di Garage Works Industries conosciuta come azienda produttrice di toys in vinile. Così su due piedi magari non vi dirà niente, ma se inserisco il nome di Ron English o Bounty Hunter per citarne solo un paio, forse questo Kong non è così male e proseguire nella lettura dell’intervista non è una cattiva idea.

[twocol_one]Quando hai sentito la necessità di aprire Garage Works Industries?

C.K: E’ iniziato da un progetto che proposi a Jim Phillips (art director di Santa Cruz l’ideatore della ‘Screaming Hand’ ndr). A quel tempo stavo costruendo mobili in fibra di carbonio per un uso del tutto personale, e da lì mi venne l’idea di creare uno skateboard con un materiale fuori dal comune. Fu così che Jim pensò di fornire qualcosa di diverso alla scena skate, e in seguito nacque una scultura che rappresentava la mano di Jim Phillips in preda ad un urlo. A quel tempo stavo sperimentando mezzi tra loro diversi e non avevo un’idea precisa di cosa produrre, così decisi di fondare una società chiamata Garage Works creata per i miei progetti d’arte.

Puoi provare a spiegare alle persone che non ne capiscono molto di questo genere di arte, il valore dei giocattoli come opere d’arte?

C.K: La maggior parte delle persone pensa che le figure realizzate con dei materiali in plastica siano un giocattolo. Per me, è un altro modo idoneo per la creazione di piccoli oggetti che non sono che opere d’arte in edizione limitata. Io utilizzo la versione in vinile come una piattaforma di riferimento per fare sculture in fibre di vetro o in bronzo. Alla fine dei conti nel complesso il concetto è sempre lo stesso.

In molti dei vostri toys si utilizza il teschio per modificare la struttura originale della figura. Possiamo dire che questo è il tuo l’elemento distintivo? Qual è significato ha per te il teschio ?

C.K: Per me, rappresentano la vita. Alcune antiche culture cinesi ritenevano che attraverso i teschi ci si possa proteggere dalle energie negative. Per qualche ragione, ho trovato uno strano collegamento tra i teschi e i miei progetti.

Chi è per te l’artista che più di altri ti ha influenzato?

C.K: Tutti gli artisti con cui ho lavorato in passato mi ha influenzato in modo diverso. Hanno tutti un proprio stile distinto che si nutre di gamme vibrazionali diverse. È fondamentale per me conoscere ogni artista e i loro lavori. Come tutti gli artisti che sono neutrali, non posso essere limitato ad un solo stile. Per quanto mi riguarda uno dei modi per sperimentare nuovi stili che siano tra loro diversi, è quello di collaborare con artisti che provengano da sub-culture diverse. Per me sta tutto nello sperimentare il processo e in seguito il risultato finale.
Rammellzee è uno di quegli artisti che penso abbia molto in comune con me. Un artista sia in grado di tradursi in molteplici stile e personaggi. Rammellzee crea i costumi da indossare che possano valorizzare diverse sfaccettature di sé stesso. Egli è un artista visivo, writers, artista da performance, musicista hip hop e scultore.

Tra i nomi con i quali ha lavorato e con il quale ti interfacci spesso c’è Ron English. Come e quando è iniziata la tua collaborazione con lui?

C.K: Mi ricordo che vidi i dipinti di Ron in una galleria a Parigi nel lontano 2002. Ero attratto dalla quantità di messaggi e particolari che trasmetteva attraverso le sue opere. Un’insolita combinazione che vede l’unione della pittura rinascimentale e la Pop Art americana. Così ho immaginato che la sua reinterpretazione delle icone pop si traducesse benissimo in 3D. Per prima cosa ho iniziato a creare l’ottava scultura per la serie Grin. Quindi utilizzai la riproduzione Mock Up per la produzione di grandi sculture in scala 1:1 per Ron.

Ho visto che sei molto influenzato dalla musica rock. E’ corretto? Qual è la più famoso Rock Band a Hong Kong?

C.K:Beyond è la più famosa rock band a HK, sono stati in giro fin dai primi anni ’80. Probabilmente si possono trovare un pò delle loro colonne sonore nei Film cinesi degli anni ’80. La loro musica sono fortemente influenzare dalla cultura di strada. Ma per me, che sono cresciuto negli Stati Uniti l’influenza maggiore proviene dalla cultura skate punk. Ascoltavo i Sex Pistols, Beastie Boys & DJ Grand Master Flash.

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Leggevo di come Garage Works funge anche da galleria. Quale sarà quindi l’artista che sarà presente nella prossima mostra?

C.K: La prossima mostra a cui sto lavorando si chiama ‘Ripper Project‘ in collaborazione con Powell Peralta. Per gli skate viene adoperata un’iconografia classica tutto a cura dell’artista V.C. Johnson. Sarà una collettiva che vedrà coinvolti musicisti, artisti, e pro-skaters. Ogni artista dipingerà sulla scultura ‘Ripper’ mettendo in evidenza come siano stati influenzati da questa grafica. E’ quasi come parlare della Marilyn Monroe della cultura punk skate.

Come la tua arte si mette in connessione in questa collaborazione con Vans? In che modo la tua arte assumere una forma su una scarpa?

C.K: Vans ha iniziato a creare le prime scarpe per gli skater e per il mondo della Bmx. Immettendo elementi che sono ora diventati di culto come i colori, la grafica e i materiali.
Sto lavorando sulla creazione di una nuova versione di Vans, pur mantenendo i capisaldi del brand. La mia arte sarà visibile grazie a un toys che sarà venduto con la scarpa all’interno di un cofanetto.

Vedo che indossi mastermind Japan uno dei brand cult dello streetwear. Qual è il tuo rapporto con la moda?

C.K: Ho seguito le opere di Honma Masaaki per Mastermind Japan per qualche tempo. Mi piace la loro consistenza e la qualità dell’abbigliamento ed è difficile per me trovare dei così bei teschi sul mercato. Così un giorno, un amico in comune mi fece conoscere Yoshi San da ‘The Contemporary Fix’, mentre erano in visita a HK. Dopo una breve chiacchierata scoprimmo di avere molto in comune, e fu così che siamo stati infatti invitati a fare una particolare collaborazione rielaborando la figura di Grin Charlie in esclusiva per l’apertura per il negozio a Hong Kong.

Qual è il negozio migliore che esista ad Hong Kong, dove un addicted può recardi a comprare qualche oggetto in edizione limitata e difficile da trovare in altri posti?

C.K: C’è una piazza in NorthPoint chiamata ins-point dove si possono trovare i vecchi capi vintage giapponesi e americani.
I propetari del negozio affittano lo spogliatorio ai collezionisti che scambiano o vendono la propria collezione privata. Mongkok, il superman dei giocattoli è allo stesso modo un tipo popolare tra gli artisti collezionisti di giocattoli e figurine giapponesi.

Non posso che chiudere quest’intervista chiedendoti se mi puoi parlare del tuo nuovo progetto?

I Simpson e Sponge Bob sono due progetti a cui al momento sto lavorando. Renderò noti maggiori dettagli nel mese di luglio.

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