In Studio With: Luca Laurenti (MkLane)

In Studio With: Luca Laurenti (MkLane)

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econdo appuntamento con In Studio With, la nostra nuova rubrica dedicata all’investigazione sui luoghi di lavoro dei creativi italiani. Un’incursione, come già annunciato, negli spazi solitari o condivisi, lontani o vicini dai centri abitati, in cui l’idea del creativo si amalgama alla fisicità dell’oggetto.
Questo mese siamo nell studio Mekkanografici Associati, luogo di lavoro condiviso da MkLane, vero nome Luca Laurenti. Classe 1984, romano, è stato una rivelazioni del 2011 personalmente. Conosciuto per sbaglio, grazie a un caffè, è divenuto collaboratore, fonte d’ispirazione, e un compagno di serate. Se ci aggiungi la sua mano, ottimo illustratore, un sagace art director, oltre che un pacco di risate l’addizione ha dato il totale giusto, quest’intervista.
Ai maliziosi, MkLane non è oggi il nostro ospite perché amico, ma semplicemente perché il suo talento è evidente, richiesto sempre di più e perché la sua porta non era troppo lontana dalla nostra.


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Ciao Luca

Ciao Fa’

Partirei chiedendoti, anche se me l’hai già raccontata ma mi piace risentirla perché mi da energia. Mi racconti nuovamente della tua esperienza al contest Cut and Paste del 2009?

È stato un secolo fa, uno dei periodi più belli che abbia mai vissuto. A Maggio 2009 sono stato selezionato per la tappa italiana…l’unico romano in terra milanese. Questo fa già capire quanto non ero raccomandato. La serata si è svolta al Superstudio in via Tortona. Durante i due round a cui ho partecipato, alle mie spalle avevo gli occhi puntati di Tvboy e Mauro Gatti. Vicino a me altri concorrenti che partecipavano. Davanti, gente che ballava al ritmo della musica assordante messa dal dj. Quando hanno annunciato il nome del vincitore, era come se avessi vinto l’Oscar. Di solito quando lo vinci tutta la platea applaude: lì invece c’era un bel pò di silenzio mentre mi dimenavo sul palco. Così tra lacrime di gioia e uno scatolone di un metro quadro di roba Adobe & Pantone, hanno annunciato che sarei andato a New York. Ad Ottobre del 2009 un’altra botta di vita. All’Hammerstein Ballroom era pieno di gente. Tutti i vincitori del concorso erano lì.
Camminavi e sentivi parlare qualsiasi lingua. Andavamo avanti a drink energetici ed eravamo tutti gasatissimi.
Quando sei lì, hai già vinto, sai che devi vivere ogni singolo momento di quell’emozione prolungato che stai vivendo. Quella sera ho conosciuto un casino di gente, come nei successivi 10 giorni in cui sono rimasto a New York. Grazie al Cut and Paste ho capito il vero valore delle mie capacità.

Sembra ieri! Di tempo n’è passato.Qual’è secondo te il passaggio dall’essere artista all’essere un mero grafico/illustratore?

La vita è un continuo cercare se stessi. Con il passare del tempo i bisogni interiori cambiano e questo porta anche a un completamento dell’individuo. Ognuno può essere ciò che vuole. Non credo ci sia un vero e proprio “passaggio”, ma un percorso di consapevolezza. La consapevolezza che con l’arte puoi incrementare i tuoi guadagni.

Qual’è invece secondo te la difficoltà maggiore del lavoro dell’illustratore in Italia?

Il fatto che non è considerato un lavoro. Spesso alcune persone non sanno neanche di cosa tu stia parlando. Per me è una passione che porta diversi tipi di soddisfazione, sia economica che emozionale. Alla fine quello che fai non è mai apprezzato né capito del tutto. Ormai sono in troppi a dire “avrei potuto utilizzare una foto”.

Sono mesi che vedo i tuoi lavori ma non ti ho mai visto lavorare dal vivo. Oggi finalmente posso carpire qualcosa. Quali quindi sono gli oggetti essenziali per il tuo lavoro?

Una risma di carta bianca e una matita. Di queste cose non potrei farne a meno. Aggiungo qualche coltello, una forchetta, un foglio di carta carbone.
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E un piatto di pasta!

Ah quello non rinuncio mai

Tornando seri, qual’è secondo te l’obiettivo più grande per un illustratore?

Stampare nella mente delle persone un’immagine che ha realizzato.

Se domani potresti condividere lo studio con qualcuno chi vorresti?

Qualcuno che sappia cosa vuole dalla vita, e che combatte ogni giorno per ottenerlo.

Dove vorresti essere domani? E dove non vorresti essere?

Il dove non importa. È fondamentale il come vorrei essere: felice.

Qual’è la figura più importante nella tua vita, ispiratrice e fondamentale per il tuo lavoro?

Il ricordo di un bambino che avrebbe voluto crescere inseguendo le sue passioni.

Chi usufruisce oggi della tua arte?

Le persone cui regalo un’emozione.

Niente…ti sei svegliato romantico

Sarà l’aria di primavera (ride).

A cosa stai lavorando in questo momento?

Ho appena finito di stampare il mio nuovo portfolio, presto lo invierò a una serie di agenzie internazionali d’illustratori sperando di realizzare qualche collaborazione. Vediamo cosa succede…al momento tutti i nuovi progetti si trovano all’interno di un vecchio scatolone. Quando sarà, lo aprirò.

Roma, anche se non sei effettivamente di Roma, la vivi e ci lavori. Ci porti a pranzo fuori da…

Da “Primo” al Pigneto. Qualsiasi piatto del giorno va bene. Ma paghiamo alla “romana”.


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