Signs Special: Laurence Tarquin Von Thomas

Signs Special: Laurence Tarquin Von Thomas

[box bg=#ededed]‘Giuro non ho mai capito perché una persona dovrebbe esprimere solo tre desideri …’ è una delle risposte di Laurence Tarquin Von Thomas davanti il nostro microfono, oggi protagonista di Signs Special. Anima sognatrice, visionario, innamorato della fotografia e cosciente del suo potere comunicativo, cattura la realtà attraverso differenti tecniche, dalla fine art alla fotografia classica. Oltre che fotografo Laurence è un curatore, attento selezionatore di nuovi fenomeni, che in pochi anni è riuscito a raggruppare nel progetto If You Leave.
Incuriositi e affascinati dalle sue capacità l’abbiamo portato questa domenica di maggio al vostro cospetto cercando di capire cosa voglia dire per lui la fotografia, introducendoci ai suoi progetti e desideri. [/box]

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Quando è iniziata la tua passione per la fotografia?

Penso di essere stato sempre attratto dal modo in cui la luce si incontra con le persone o gli oggetti in generale. Ha la capacità di creare in un solo scatto un emozione, un enfasi e un contrasto non indifferente. Con la fotografia riesco a catturare tutto questo ed è proprio qui che si concentra tutto il mio talento. Mentre ho dovuto lavorare molto sulla composizione dell’immagine e la pianificazione del tempo.

Lavori come fotografo, moviemaker e curator. Come fai a connettere ruoli così diversi tra loro?

In realtà devo dire che tutti questi ruoli sono tra loro connessi, legati l’uno all’altro.

Quando parli di fotografia cosa vuoi esprimere? Quanto potere ha come mezzo di comunicazione?

Non sono sicuro di quello che in realtà voglia esprimere. La fotografia per me comunica molto di più dell’impressione che qualcuno o qualcosa possa esercitare su di me. Sono solito interpretare le cose che ho davanti e quello che ne viene fuori attraverso una visione del tutto soggettiva. Molte volte tutte le sue qualità la rendono più forte e incisiva delle parole, della musica, dell’odore fino al tatto.

Nel 2009 hai iniziato il progetto ‘‘If You Leave’. Di cosa si tratta e come è venuto fuori?

‘If You Leave’ è una collezione di foto di giovani e diversi fotografi contemporanei che provengono da tutto il mondo. In sostanza si concentra su una singola immagine, ma se visto nell’insieme diventa un’entità omogenea sotto una comune atmosfera, che a mio avviso si avvicina molto alla pittura impressionista così come alla fotografia moderna.
Se ci trovassimo ad esempio cinque o dieci anni indietro ‘If You Leave’ probabilmente non sarebbe esistito. E’ solo grazie a internet e i social network che tutto questo è possibile. Una quantità incredibile di immagini diverse tra loro gira velocemente per il web.

Quali sono le cose negative e positive a riguardo internet? E pensi che la magia dei libri e della carta si stia perdendo per sempre?

No al contrario, ti dirò pure che l’avvento del digitale ha liberato la stampa. E’ molto simile alla fotografia quando liberò la pittura ben centosettanta anni fa. Ciò che sto cercando di dire è che la pittura non ha fatto altro ciò che la fotografia in realtà fa attualmente. Una riproduzione al 100% veritiera e reale. Certamente si aveva una grande creatività e capacità interpretativa, ma dal momento che la fotografia fu introdotta tutto questo divenne obsoleto e l’arte della pittura venne liberata dai suoi limiti e ciò divenne una rivoluzione senza precedenti. La stessa cosa accade per quanto riguarda il discorso della stampa.
Ecco che un nuovo mezzo di comunicazione viene messo in atto, con delle caratteristiche più efficienti della stampa stessa: una struttura non lineare, capacità infinite, zero costi di produzione, una distribuzione più efficace e così via. La stampa quindi oltre che su queste caratteristiche qui elencate, non perderà mai di vista la qualità, questo perché essa non cesserà mai di esistere e farà sempre parte dei mezzi di comunicazione digitali. Dobbiamo solo smetterla ogni volta di fare il confronto fra questi media che sono del tutto diversi tra loro.

Come è iniziato il tuo ruolo da curatore?

Credo di aver iniziato un paio di anni fa, quando avevo partecipato alla creazione di Videology. E’ una rivista on-line che si occupa di video musicali, incentrata in particolare su tutti quei video un po’ ‘sopra le righe’, fondamentalmente in contrasto all’industria televisiva e ai suoi canali che trattano solo esclusivamente musica commerciale. Internet così sembrava il luogo ideale, in quanto qui tutto era possibile e senza regole se si parla di comunicazione, dal momento che è stato per lungo tempo ignorato dai mass media tradizionali, ed è per questo che ha avuto il tempo di evolversi e crescere con un impeto sempre più maggiore. Allo stesso tempo stava emergendo in me un profondo spirito di selezione, dal momento che ogni volta mi trovavo davanti una quantità infinita di informazioni, così diverse tra loro.

Nelle tue foto e nei short film la maggior parte delle volte come protagoniste troviamo le donne. Prendendo un esempio ‘ChinaWoman’ oppure ‘Sky above, the field below’. Pensi che ci sia una connessione particolare tra tutte le donne ritratte?

A dire la verità sei la prima persona che mi fa una domanda di questo genere e penso che sia una domanda molto valida. Sicuramente la farò al mio analista!

Quanto è importante la location in un lavoro come il tuo? Londra è una città che ami, o hai intenzione di viaggiare, lasciare questo paese e trasferirti in altre città?

Se si parla di contatti penso di trovarmi nel posto giusto, soprattutto se si viene a contatto con persone affini dal punto di vista creativo. Il luogo in cui vivo di certo è utile a incrementare il mio background, ma non nego che mi piacerebbe andare alla ricerca di altri luoghi.

Come ti senti quando le persone stimano e si ritrovano in ciò che crei?

Veramente mi stupisco ancora oggi quando ciò accade.

Al giorno d’oggi la parola ‘fashion’ viene usata anche abbastanza senza una causa. Cosa pensi di questo mondo?

Sono affascinato dal modo in cui la fotografia di moda si sia evoluta negli ultimi anni. Finalmente i brand hanno capito che il potere dell’ immagine a volte è molto più efficace di qualche vestito e delle loro modelle super magre. I short film e le immagini in movimento riguardanti la moda sono molte volte come carta bianca per gli artisti, fotografi che non hanno limiti nell’ esprimere le loro idea all’ interno di questo contenuto.

Qual é la tua bambina, intendo la tua macchinetta fotografica che usi per i tuoi progetti?

Ho la tendenza ad usare più modelli, ma quelle più usate sono la 35mm e quella standard 50mm. Il mio cavallo di battaglia è la Nikon FM2 tho. Ho un vecchio 55mm f1.2 attacato. Ce l’ho da sempre. Ha qualcosa che le altre non hanno, e che in loro non riesco a trovare.

Quali sono i tuoi progetti futuri?

Al momento, sono in viaggio con ‘If You Leave Exhibition’ e a Novembre pubblicheremo il volume successivo, seguito da un’ultima esibizione. Allo stesso tempo ci sarà il lancio di una nuova rivista semestrale chiamata ‘Dilettante’, di cui non vedo l’ora. Poi naturalmente ci sono altri miei progetti, del tutto personali, che a dire la verità sono difficili da realizzare al momento.

Se dovessi chiederti di esprimere tre desideri. Quali potrebbero essere?

Giuro non ho mai capito perché una persona dovrebbe esprimere solo tre desideri…Stiamo parlando comunque di qualcosa di ipotetico e irrealizzabile quindi..

Comunque se dovessero essere solo tre si concentrerebbero particolarmente su qualcosa che sia puramente personale, due di essi sono indirizzati ad entrambi i miei genitori e migliori amici, mentre l’ultimo a me stesso, e al desiderio di completare alcuni dei miei progetti dove ci sto da tempo lavorando sopra.