Providermag Reborn

Providermag Reborn


Quale sarebbe la vostra reazione se nel tornare a casa la vostra collezione di scarpe, il vostro archivio fotografico, gli oggetti collezionati negli anni, i diari di una vita fossero scomparsi, persi, rubati per divertimento, per il puro gusto di vedere la disperazione e il dolore nel viso degli altri?
Beh la mia reazione è stata dolore, malessere fisico e mentale, voglia di lasciar perdere tutto e chiudere un capitolo della mia vita lungo sei anni. Per poche ore però per fortuna. La ragione, la positività, e la voglia di rinascere più forte di prima ha preso il sopravvento, grazie anche ai commenti, alle chiamate e alle mail di amici, della vecchia e nuova guardia di Providermag, spina dorsale di questo progetto.

Viviamo nell’era del digitale, l’amiamo, siamo succubi dei social network e della codifica e decodifica di 0 e 1, che oggi rappresentano la nostra memoria storica, raccolta in scatole di metallo impilate, la cui materialità può essere distrutta con un solo click. Un click che cancella in un attimo la tua identità digitale, e ti fa ragionare come i gesti di ogni giorno della nostra generazione possono essere paragonati a post-it attaccati su una bacheca grande 1mx1m frequentata da milioni di persone. Tutto è labile. Tutto scompare con la stessa velocità con cui è appare, a meno che quelle parole e quei gesti abbiano lasciato un segno nel memoria fisica del lettore.

Ieri il nostro server è stato attaccato, come avrete letto dalla nostra pagina Facebook. Un attacco che ha distrutto il database del nostro sito, lo spazio dove viene raccolto quotidianamente il testo dei nostri articoli, il diario dell’era 2000. Il caso ha voluto che anche il sistema di backup, una copia quotidiana del nostro lavoro, fosse saltata, fermandosi ad ottobre del 2011. Tre mesi di lavoro sono quindi andati persi, cancellati.
Non importa, la nostra vera identità, quella della vita reale non è stata intaccata, anzi rafforzata. Quello che Providermag è stato e sarà, non muore certo per colpa di un click. Ritorniamo con le spalle ancora più larghe, sperando di trovare in voi lettori il supporto e l’energia per continuare quest’avventura, sperando di ricevere i vostri commenti, di vedervi condividere quello che c’è capitato con i vostri amici.

E’ inutile piangersi addosso e cercare all’infinito una ragione. E’ successo, capita, è la vita, staremo più attenti e spero che quest’articolo sia da monito anche per voi.
Ricaricheremo quegli articoli e interviste sulle quali avevamo lavorato di più. Giusto il tempo di rimettere a posto il disordine creato e poi via, ripartiremo regolarmente con se niente fosse successo, facendo finta di essere andati in vacanza per tre mesi anche se così non è stato.
Abbiamo tanto materiale nuovo e fresco preparato per voi, un nuovo aggiornamento dal punto di vista grafico, contest e altre novità sulle quali stiamo lavorando con impegno e passione.