Yuichi Yoshii of Mr Gentleman Interview

Yuichi Yoshii of Mr Gentleman Interview


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okyo Fashion Week in Italy è la grande novità dell’ottantunesima edizione di Pitti. Provider entra nel Lyceum e si trova circondato da  venti nuovi brand, selezionati e scelti dal giapponese  Yuichi Yoshii. Da oltre 15 anni di carriera nel fashion business Yuichi Yoshii ha decretato il successo di alcuni dei più importanti negozi in Giappone. Oggi curatore del progetto a Pitti si ritrova a parlare faccia a faccia con Providermag del suo nuovo progetto Mr.Gentlemen, e della creatività Giapponese esportata nei label che vanno da Phenomenon, Facetasm, Mastermind Japan,Soe.[/box]

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Ho letto da molte interviste che la sua è una mania per tutto ciò che è “Fashionable” fin da quando era giovane. Fa uso di parole come “Sogno” e “Passione”. Cosa ne pensa del Fast Fashion, dove  la qualità non è così importante come la quantità? Creda che possa rappresentare una minaccia per la creatività?

Non disprezzo il Fast-Fashion; riconosco in loro la capacità di intuire i trend. Lo spirito è di freschezza e divertimento. E’ fondamentale, quindi, fare una differenziazione nel panorama della moda. Da una parte c’è chi compra per indossare il capo per una sola stagione, della serie usa e getta, mentre dall’altre chi acquista per collezionare un capo e conservarlo nel proprio armadio. La moda la paragonerei alla musica, da un lato c’è il dowload divertente e stimolante da ascoltare subito, dall’altra parte c’è invece una musica che va ascoltata e poi apprezzata con il tempo, che spinge a comprare il CD per poi custodirlo. “

Quale valore aggiunto potrebbe rappresentare il Giappone nel  panorama  moda , in questo periodo così difficile di crisi?

Sicuramente nel saper osare. In Giappone ad esempio dopo lo Tzunami e la precedente crisi economica  i giovani non si sono demoralizzati ma al contrario,  scocciati e desiderosi del cambiamento si sono dati da fare. 

Cosa differenzia allora l’oriente con l’occidente? Come si spiega che la maggior parte dei cool hunter si sposta verso il vostro  continente alla ricerca di nuovi stili da rilanciare?

In Giappone la realtà è più ampia. Mentre da una parte della città è ricca dei negozi principali da Louis Vouitton etc. Dietro di questi invece regna il caos ed è proprio da li che nascono le tendenze. Dalle cose esagerate e inconsuete nascono i trend del momento. Questo panorama di creatività ancora non esiste nel resto delle altre città del mondo. Tokyo è la prima.

Hai appena inaugurato la nuova collezione primavera estate  2012 firmata Mr. Gentleman. Parlaci un po’ della collezione. E da dove è nato il progetto e quali sono le linee guida del marchio?

Mr. Gentleman è una collezione ideata in collaboarazione con Takeshi Osumi  di Phenomenon. Il livello è estremamente alto e curato nei dettagli. Avevamo biogno di freschezza e novità in un panorama così piatto, fatto di colori spenti. Così con il mio collaboratore abbiamo voluto creare questa nuova etichetta, dove l’attenzione  non va tanto sui materiali, quanto sui colori che passano in primo piano. IL nero è del tutto assente persino nella prossima collezione  Autunno Inverno 2013. Quando ho pensato per la prima volta a Mr.Gentleman ho subito avuto in mente un ragazzo giovane cresciuto  in un universo sporty, fatto di skateboard, che si ritrova improvvisamente cresciutoome dire ,  maturo a casa dei genitori della ragazza. Come dire, il look deve saper conciliare tutte le occasioni, in modo giocoso e divertente. Sicuramente l’intenzione futura sarà quella di una sfilata avendo ideato più di 35 look e 50 articoli. Non so ancora in che modo avrà luogo la presentazione, se sottoforma di sfilata, movie,performance,o installazione.

Come è stata l’esperienza qui a Pitti?

In verità pensavo che qui a Pitti non fossero pronti ad accogliere la mia collezione, perché fuori luogo e quindi sarebbe stata ignorata dai visitatori. Ma non è stato così. Quelli scelti sono amici con la quale ho trovato complicità, e ammirazione reciproca. Alcuni di questi marchi non sono noti e addirittura in Giappone e non hanno mai varcato la soglie del proprio paese.

Lo street wear secondo lei è morto?

Il fenomeno dello streetwear sta calando perché le esigenze e i desideri dei consumatori spingono verso un genere alto, dove lo streetwear è più versatile, in grado di unire lo stile giovane degli skater  e quello più casual ad uno più elegante. Quando progetto con Osumi infatti mi pongo sempre la domanda: “ sarà in grado di divertirsi sullo skateboard e poi andare a cena? “. Mr.Gentleman è l’ esempio del perfetto Mix.