Providermag presenta This is Rome 2010: 24Carat Inteview

Providermag presenta This is Rome 2010: 24Carat Inteview


La prima giornata di festival è andata. Sei crew si sono affrontate sul palcoscenico del Lanificio159. Stasera altre 7 si incontreranno per celebrare la club night romana. Tra loro 24Carat istituzione e tra le più note, di cui non ci siamo certo dimenticati e che vi facciamo conoscere in questa mini interview.

La prima cosa che voglio sapere è come e quando è nata la vostra serata?


La serata è nata nel 2005 piuttosto casualmente…fummo invitati da Miz kiara a suonare nella seconda sala di Blue Room al Rialtosantambrogio, la gente reagì molto bene e da li nacque assieme ai gestori del posto l’idea di organizzare un’intera serata che proponesse quel suono .

Trovare un nome per un progetto è sempre una cosa super importante e difficile. Com’è è nato il vostro?


Prendemmo spunto dai 24Carat Black, una band storica che usciva su stax, svolgendosi la serata all’interno del quartiere ebraico, lo slogan venne da sè: Funk in the ghetto!

Quali sono le influenze musicali e gli artisti che avete portato in queste stagioni che più rappresentano la vostra identità? 


Le influenze musicali comprendono un po’ tutta la musica afroamericana, dal jazz al rap. All’ interno della serata proponiamo un mix di soul, funk, boogie, disco ed old-school hip-hop.
Anche la scelta degli artisti e’ stata molto verstile: dalla disco di Daniele Baldelli ai break di DJ MK, DK e Herbaliser. Le influenze partono dagli anni 60 per arrivare fino ad oggi.

Cosa ne pensate di Roma a livello musicale? Passato, presente o futuro?


Sicuramente più passato che futuro, oggi la scena romana purtroppo non rappresenta più un punto di riferimento come è stato negli anni ’90. Ci sono ancora tante proposte di cui alcune sicuramente piu interessanti di altre, ma questo e’ soggettivo, sono piu vicine al nostro gusto musicale.

Cosa cambiereste e cosa manca secondo voi nella scena club romana?

Locali adeguatamente attrezzati dal punto di vista del suono…e forse un’audience più colta.

Come sarebbe il vostro club ideale?

Come il Plastic People di Londra o il Paradise Garage di New York.