Providermag presenta This is Rome 2010: KIY Interview

Providermag presenta This is Rome 2010: KIY Interview


Per chi ci segue quotidianamente sarà al corrente del nostro viaggio nell’edizione 2010 di This is Rome, essendo Providermag uno dei media patner dell’evento creato da Snob che chiama all’adunata, in maniera selezionata, in due notti, le migliori realtà della scena clubbing romana. Piano piano stiamo andando a scoprire i 13 partecipanti di quest’edizione. Keep It Yours rappresentatata da Giulio Michelini e Andrea Morello, ha risposto alle nostre sei domande.

La prima cosa che voglio sapere è come e quando è nata la vostra serata?

Keep It Yours è nata più o meno di questi tempi nel 2008, due anni fa’ ormai. L’intento era, ed è, quello di dare un taglio netto con il club come lo si è sempre inteso a Roma, facendo arrivare i live alla sua portata. Nessun genere musicale predefinito quindi, piuttosto un target di serata che si ripete nel tempo.

Trovare un nome per un progetto è sempre una cosa super importante e difficile. Com’è è nato il vostro?

Do It Yourself fu il motto, e lo stile di vita, di molti appartenenti alla scena punk Newyorkese degli anni 80. Rifiutando il concetto di major, promuoveva lo sviluppo di etichette indipendenti. In senso esteso è tutto ciò che non si lega al mainstream. E’ il senso anche del nostro ‘lavoro’ e in più ci piaceva l’assonanza.

Quali sono le influenze musicali e gli artisti che avete portato in queste stagioni che più rappresentano la vostra identità?

Come dicevamo prima, a noi non piace costringere le nostre serate in una definizione. Se dovessimo parlarne banalmente, “indie” potrebbe essere l’etichetta più calzante, ma durante il nostro percorso siamo passati dall’electro di Crystal Castles e Kap Bambino e Does It Offend You, Yeah? al rock di Carl Barat chiudendo lo scorso anno con il witch house degli XX. Trattiamo di quello che ci piace, di quello che ci da qualcosa, siamo amanti della musica dal vivo in generale.

Cosa ne pensate di Roma a livello musicale? Passato, presente o futuro?

Roma è una città che amiamo. La scelta più ovvia per una persona che cerca l’avanguardia e la novità sarebbe di andare a vivere fuori e cercare queste caratteristiche in città già ‘collaudate’ a riguardo; crediamo però che Roma sia una città curiosa e pronta ad essere competitiva dal punto di vista musicale con altri, più noti, centri d’interesse sparsi per il mondo. Senza presunzione alcuna, anche noi, nel nostro piccolo, stiamo provando ad arricchire la scena musical dell’Urbe. E’ sicuramente il futuro di Roma che ci interessa, ed è la città sulla quale puntiamo di più, anche se durante il nostro percorso abbiamo lavorato anche in altre città come Milano, Roma resta al centro del nostro interesse.

Cosa cambiereste e cosa manca secondo voi nella scena club romana?

Roma è una città troppo settoriale. Spesso ci si divide per “scomparti”. Fondere le varie facce dell’underground per creare un tessuto sociale più ricco: questo crediamo sia uno dei punti a cui mirare. E’ per questo che inizieremo, a partire da Ottobre, una collaborazione con una crew capitolina che sembra tutt’altro che assimilabile alla nostra: Loaded. L’intento è quello di creare una serata che possa dare voce agli amanti della scena indipendente senza marcare separatamente il territorio. Unire il movimento e poter apprezzare all’interno di un club il live di una band come il dj-set di un’artista berlinese. La cultura indipendente si arricchisce unendosi e confrontandosi.

Come sarebbe il vostro club ideale?

Abbiamo sperimentato diversi club essendo la nostra una serata itinerante ed abbiamo realizzato che lo stesso club può assumere due ‘sapori’ totalmente differenti nella cornice di serate differenti. Più che di club inteso come posto fisico, si dovrebbe parlare di altro. Quello che fa il club è la gente che c’è dentro, e la condivisione di un’esperienza musicale appagante e non alla portata di ‘tutti’. Il sentirsi parte di qualcosa che non è totalmente alla luce del sole ma resta nascosto tra il passaparola di una scena; il senso dell’underground. Questo è per noi il club ideale.