Providermag presenta This is Rome 2010: Amigdala interview

Providermag presenta This is Rome 2010: Amigdala interview


Partiamo con il nostro viaggio verso This is Rome 2010. Adesso siamo a casa a preparare la valigia e insieme a noi c’è Paco Nazim di Amigdala.

La prima cosa che voglio sapere è come e quando è nata la vostra serata?


Amigdala nasce 4 anni fa, da un’idea mia e di Mauro Orrico, altro co direttore artistico della serata.
Abbiamo iniziato la nostra avventura al Kollatino Underground, e subito dopo ci siamo spostati presso la Locanda Atlantide (San lorenzo), dove siamo rimasti per più di due anni. Abbiamo fatto anche una stagione al Rialto, spazio che ci ha dato enorme visibilità, lo scorso anno siamo stati anche al Dimmi (altro club di S.Lorenzo ndr).
Da ormai due anni invece siamo al Rising Love. Siamo molto nomadi e questa cosa ci piace !

Trovare un nome per un progetto è sempre una cosa super importante e difficile. Com’è è nato il vostro?


Ci siamo soffermati molto sulla ricerca del nome, anche perché non volevamo qualcosa di già sentito e, soprattutto, volevamo lanciar un messaggio che andasse al di là del semplice party.
Un giorno una nostra amica, Irene, viene a casa e ci propone di chiamarla Amigdala. L’idea ci è subito piaciuta. Amigdala è quella parte del cervello che controlla emozioni/sensazioni e movimenti. Parte importante quindi per la vita di una persona, spesso alla fine della nostre serate diciamo: anche questa sera abbiamo attivato l’amigdala. Ovvero cerchiamo di stimolare le persone a pensare ad emozionarsi. Quello che secondo noi dovrebbe fare ogni serata, ossia emozionare.

Quali sono le influenze musicali e gli artisti che avete portato in queste stagioni che più rappresentano la vostra identità? 


Performer, djs , live, mostre,teatro e cinema: Amigdala non è un semplice party, ma una sorta di minifestival dove l’arte, incluso il djing – perchè di forma d’arte si tratta! – vuole essere al centro di ogni cosa.
Le nostre influenze musicali sono sicuramente electro. Sono tanti gli artisti che si sono alternati in questi anni, dalla scena queer (e non solo) nazionale e internazionale e quest’anno avremo, tra gli altri, nomi come Robots in Disguise, Alex Gopher, dal Bergheim – Panorama Bar di Berlino Marcus Meinhardt, Bletta & Inesha, l’ultima rivelazione della scena electro italiana, Rubix e molti altri.

Cosa ne pensate di Roma a livello musicale? Passato, presente o futuro?


Crediamo che Roma in questi ultimi anni sia diventata un’ottima factory di idee e sperimentazione, tuttavia ancora molto deve essere fatto per poter essere eguagliata alle altre capitali europee. Sono molte le iniziative che tendono a metter il luce il lavoro di giovani artisti, nelle differenti forme di espressione. E’ questo non può che essere un bene.

Cosa cambiereste e cosa manca secondo voi nella scena club romana?

La scena Roma offre, a nostro parere, molto, ognuno può scegliere la serata che più gli piace. Quello che a nostro avviso deve essere sempre presente è la voglia di sperimentare, di proporre artisti emergenti e di non rifugiarsi sempre e soltanto nel cosiddetto “nome che fa cassa”
.

Come sarebbe il vostro club ideale?

Quello dove si beve vodka martini gratis!
Scherziamo…il club ideale è quello dove si respira voglia di divertirsi, di conoscere e di condividere.
Inoltre è importante fare rete tra promoter/locali e istituzioni pubbliche, è doveroso far capire che dietro al mondo del clubbing ci sono persone che ogni giorno lavorano con professionalità ed impegno, lavoro che spesso non viene riconosciuto o viene sottovalutato.