Providermag: Interview with Xander Ferreira aka Gazelle

Providermag: Interview with Xander Ferreira aka Gazelle

Interview with Xander Ferreira aka Gazelle-3

Appena di ritorno dal suo tour europeo Gazelle è solo un nuovo sound. Giungendo dalla profonda e nera Africa e crossandola con le più nuove tendenze musicali quest’artista dall’ottimo talento è stato già più volte vittima della nostra ammirazione. Qui non stiamo parlando di musica, ma di una sorta di ensamble, uno show man che nei suoi live mette su un spettacolo teatrale che vuole coprire tutti i settori artistici con una visuale a 360°.
La “colpa” di così tanto materiale è tutta di questo poli-artistico ragazzo che stiamo per intervistare. Madame et monsieur Xander Ferreira!

Come è cominciata la tua carriera di musicista ? Intendo che studi hai fatto in questa materia e quali sono stati gli artisti che ti hanno ispirato di più?

Sono sempre stato circondato dalla musica. Sono nato in un posto molto rurale in Africa ho sempre ascoltato soprattutto musica tradizionale africana.
Mi ricordo che da bambino stavo sdraiato nel letto e sentivo le percussioni esplodere nella notte ogni volta che c’era qualche specie di rituale o qualche evento speciale. Quindi immagino che voi possiate dire che ho il ritmo nel sangue.
Ho studiato belle arti e comunicazione visuale per 2 anni prima di cominciare a lavorare come assistente per grandi fotografi come Marco Grob, Steve Heitt e Mark Seliger. E’ stato cosi’ che ho imparato il lato tecnico della fotografia e ho preso questo media come una delle mie abilità per crearmi il mio mondo attorno.
Sono sempre stato ispirato da artisti multidisciplinari di altri tempi come Leonardo Da Vinci, Andy Warhol o Jean Michelle Basquiat. Persone che non si sono limitate ad un solo media ma che hanno esplorato tutti i lati della propria espressione. Per questo percorro la loro stessa strada cercando di creare sempre all’interno delle mie capacità di fotografo, musicista, filmaker, designer, artista fine e filosofo.

Nella tua musica ci sono molte influenze diverse come il funk, reggae, disco, electropop anni 80 e stili africani tradizionali ma quale è stato il tuo primo e piu’ grande amore?

Sono cresciuto in tempi molto interessanti con cosi’ tante influenze. Tempi in cui la mia cultura cambiava e dunque dovetti definire io le mie radici e il mio modo di essere. Riprendo dagli stili musicali che mi sono passati vicini nella mia vita. Dai Beegees a Bob Marley, da Fela Kuti a James Brown. Sono cresciuto con un sacco di musica sudafricana come Ladysmith Black Mbazo and Jhonny Clegg e i the Savuka, per questo motivo questi elementi saranno sempre una parte di me e di cio’ che creo.
Il mio piu’ grande amore è sempre stato il lato teatrale della musica e performance come quelle della disco era o di artisti come Michael Jackson, dove la performance, l’allestimento, la coreografia e il guardaroba erano importanti come la musica.