In boutique da Jessica Harris

In boutique da Jessica Harris

Jessica Harris è stata una scoperta tra i vicoli del centro romano. Nel suo negozio Trasteverino si vedono arrivare in particolare giovani ragazze, di nazionalità diverse, alla ricerca di un capo unico, handmade. Ci sono le affezzionate, e chi si è perso volontariamente tra le stradine del centro, sperando di incombere in qualcosa di nuovo.
Anche per noi è stato cosi, e da una semplice chiaccherata pomeridiana sono emersi diversi particoli interessanti della vita di Jessica, come la sua partecipazione all’ultima edizione di Alta Roma.


Nativa americana ma italiana d’adozione. Come sei arrivata nel cuore di Roma?

Questa domanda viene chiesta abbastanza speso e i motivi sono tanti, anzi troppi, per raccontarli tutti. Sono arrivata in Italia a 19 anni, non era solo il mio primo viaggio in Italia, ma anche in Europa. Mi sono innamorata subito dalla città ed ho fatto il possibile per restare, anche se non è stato facile. Dopo tanti viaggi avanti e indietro, a capodanno del 2001 mi sono trasferita definitivamente a Roma. Ero felicissima e allo stesso tempo col cuore infranto sapendo di aver lasciato casa negli Usa per un bel pò di tempo

Non hai mai nostalgia di casa?

Siccome torno speso in America non sento molto forte la mancanza. La nostalgia che ho e più un ricordo della mia infanzia a Chicago. L’estate li e fantastico e la casa dove sono cresciuta era molto vicina alla spiaggia sul lago Michigan. La mattina mi alzavo, mettevo il costume da bagno, andavo dritta alla spiaggia, facevo un tuffo, nuotavo fina alla boa, e poi tornavo a casa per cominciare la giornata.

Quando hai capito che la moda sarebbe diventata la tua vita?

Quando mia madre mi portò al primo giorno di Kindergarten. Scoppiai in lacrime perché a meta strada capii che il mio completino non era perfetto per l’occasione.

Prima di aprirti la tua boutique, avevi lavorato per qualche azienda?

Si. Avevo tanto paura di aprire la boutique come una appena uscita dall’Accademia di Moda. Quindi ho cercato di fare diverse esperienze per cercare di capire il sistema della moda in Italia. Ho lavorato in un laboratorio di ricami per l’Alta Moda, poi in un’azienda di produzione nell’ufficio tecnico, e anche da una stilista free lance.

Mi sembra così strano che sia riuscita ad esprimere ed a realizzare al meglio i tuoi sogni più qui in Italia che in America. Non trovi?

Roma per me rimane sempre una città incantevole e qui trovo tanta ispirazione. Qui sono vicina alle fiere di moda come quella di Milano, Firenze, e anche Parigi non e tanto distante. Potevo anche seguire una strada simile in America ma ho avuto la fortuna di provare qualcosa di inaspettato per la vita di una ragazza dalla midwest d’America, e così ho scelto questo.

Quanto è stato difficile inserirsi nel mondo dell’alta moda italiana?

Ho tantissima stima per l’alta moda in Italia e soprattutto sono molto appassionata di questo mondo, non posso dire di essermi inserita perché ci vuole una vita per arrivare a un elevato livello di qualità artistica. Io cerco soltanto di esistere nel mio lavoro cioè creare e lavorare.

Hai partecipato ad Alta Roma per l’edizione primavera/estate 2008. Ci sarai anche per il 2009?

Si ho partecipato sia all’edizione d’Altaroma di Gennaio ’08 come evento collaterale, che a Luglio come F.I.T. (fashion in town). In quelle occasioni ho presentato la mia seconda e terza collezione (‘Galactic ballet’ A/I ’08, e ‘Office Barbie Garden Party’ P/E ’09).
Adesso sto elaborando la quarta collezione e ci sarà sicuramente un evento per presentarla sotto l’ambiente della settimana della moda a Roma.

Saltiamo di nuovo nelle tue passioni. Il tuo o la tua, stilista di sempre?

E difficile scegliere. Olivier Theyskens, Isabel Toledo, Nicholas Gesquiere, Ossie Clark , Biba, Elsa Schiaparelli, Yves Saint Laurent, Karl Lagerfeld, Miuccia Prada…

Il disco che non smetteresti mai di ascoltare?

Non credo di avere solo uno…una disco che ascolto ancora e che ascoltavo anche a nove anni e B52’s ‘cosmic thing’. Anche tutti i dischi dei i miei in particolare Jimi Hendrix ‘Axis: bold as love’.

Il tuo piatto italiano preferito, e quello americano?

Tutti prodotti in Italia sono fantastici, a me piacciono tanto tutti i diversi tipi di formaggi e salumi. Anche la cucina romana, cacio e pepe, e anche gli spaghetti con le vongole al mare d’estate.
Quando atterro in America corro verso il piccante e cibi internazionale, Thai, Messicano Cubano. Oppure la collazione in America è da sogno: pancakes, waffles, e french toast.

Jessica Harris boutique
Vicolo del Leopardo 38 – Roma