Provider intervista Sir Bob Cornelius Rifo

Provider intervista Sir Bob Cornelius Rifo

Chi è Cornelius? Da dove arriva?
Lo abbiamo chiesto direttamente a Sir Bob Cornelius Rifo aka The Bloody Beetroots, il quale c’ha raccontato della sua nuova avventura, Cornelius, un prodotto complesso che combina in sé musica, letteratura, arte e moda. Una vera e propria opera sociale in più atti, dai risvolti nudi e crudi, narratrice incosciente di una realtà che popola le notti.


L’ultima volta che ti ho visto era a Brussels in bilico su una cassa a fomentare il pubblico sulle note di “My People” dei The Presets. Ora ti ritrovo alle spalle di una nuova produzione articolata in vari ambiti.
Da dove nasce quest’idea? Ma soprattutto, viste le date che segnano di continuo il vostro myspace, quando è nata?

Il tempo non è un problema, non ci sarebbero giorni di studio se le avventure ludiche dei miei viaggi non portassero ad analisi produttivo-ri-creative.
L’idea è venuta spontanea dopo l’esperienza futurista di “Rombo”. In questo caso l’angolo è stato ampliato per portare l’utente a focalizzare in modo completo una piccola opera moderna by me.
Più elementi riesci a dare e più cresce la costruzione di una visione dettagliata in un multiverso dominato dal chaos.

Vuoi spiegare ai nostri lettori chi è Cornelius?

Cornelius,o meglio, Jerry Cornelius è un personaggio creato dalla metanarrativa di Michael Moorcock. E’ un attore di un tempo qualunque con una quantità esagerata di caratteri che potrebbero assomigliare ad un prete rockstar bisessuale assassino bastardo con un secondo impiego da chimico farmaceutico in un laboratorio della massoneria.
Con questo ,non vuol dire che io sia un fanatico di Moorcock,semplicemente egli diede vita ad una delle poche “open source” letterarie stimolando il mio interesse.

Quanto ti senti vicino a questo personaggio?

Essendo una sorgente espandibile e in costante evoluzione mi assomiglia molto. In verità, tutti potrebbero essere Cornelius tanti sono i caratteri che lo appartengono.

L’Ep di Cornelius, conterrà 5 tracce. Ci puoi anticipare oltre a te e al tuo socio, chi altro ha messo mano sul pezzo?

Ecco…Spesso non è chiaro. The Bloody Beetroots è il mio acronimo electro, io e solo io mi occupo di musica e produzione. Esiste, invece, “The Bloody Beetroots Dj Set” progetto composto da me e dal mio amico e collega Tommy Tea.
Tornando al disco, ho voluto come ospiti, nelle parti vocali, le mie legioni in terra belga: Goose e Sound Of Stereo.
Le tracce principali sono 2: Cornelius e The Death Of Cornelius (Le 3 restanti sono declinazioni come : mix,instrumental,radio,etc..etc..)
Il primo è un brano che riassume e riscrive il nuovo suono electro di Bloody Beetroots, dove street punk e techno lasciano spazio ad organetti vintage, triangoli e antipatiche vocine.
Il secondo è un overture dal suono classico digitalizzato che ha il compito di decapitare lo stesso singolo ( compresi tutti produttori electro senza coscienza ),chiudendo, aprendo e chiudendo ancora la parentesi “MORTE,FINE,BASTA!”
Dimensione, la morte, dalla quale il nostro miserabile Cornelius è solito entrare ed uscire con estrema eleganza.

Italia, Stati Uniti e Francia. Cornelius è il minimo comune denominatore di tre frazioni territoriali composte da te, dalla tua casa discografica, la Dim Mak che ha prodotto il pezzo, e da Six Pack nonché da Born to Film. Ma andiamo con ordine.
Ho nominato Born to Film perché è la casa di produzione da cui arriva Mathieu Danet che ha girato il video. Ma è vero però che il video l’hai scritto tu?

Si,utilizzando tutte le notti del tour australiano di The Bloody Beetroots. Post dj set ,infatti, scrivevo e/o disegnavo una piccola parte di storyboard.
Il regista è un pazzo anarchico perfetto per il mio scopo. Nel video ci sono parecchi confidenti autoctoni e non, quali : Crookers,Partyharders,The Cobrasnake,Steve Aoki,LA Riots,D.i.m,qualche signorina scostumata,della droga,un coniglio,delle arance,molte persone che non conosco e dell’alcol.

E’ la prima volta che fai questo tipo d’esperienza?

No è il quarto video che scrivo. La prima esperienza risale a “This is Bob” realizzato da me e Marco Bertoni (Confusional Quartet) nel 2005. Esperimento Dadaista che venne inserito nel festival di corti “Videominuto Pop Tv”;in seguito girai “How r The tricks?” con un piccolo telefonino Nokia nel cesso di casa mia vincendo il “Nokia For Music 2006” , per finire “Kinky Malinki” scritto a 4 mani con Francesco Calabrese,anch’esso ambientato in un cesso…

Dimmi la verità! Steve Aoki è veramente un “vampiro”?

Se con vampiro intendi,personaggio che popola e vive la notte, la mia risposta è si.

Prima ho nominato Six Pack France, un altro dei componenti del progetto Cornelius. Ma in realtà dovevo dire pure Turbokrapfen. Giusto?

Turbokrapfen è l’interprete grafico di Cornelius. E’ colui che ha il potere del “SEGNO”,colui la quale mano opera per volere divino.
In questo caso se vogliamo,urinando fuori dal vaso, elevare a dimora divina quel “SEX” di King’s Road del 77 e tentiamo di traslare nel 2008 la serie “Seditionaries” ecco comparire quell’immagine punk legata alla nuova scena electro mondiale che vede la sua fine nelle Tshirts di “Cornelius” by Turbokrapfen Sixpack.

Pensi che Six Pack sia la Revolver/So Me del 2009?

In un periodo dove la generalizzazione diventa l’unica via per la comprensione,penso che Sixpack non debba essere messa a confronto con nessun altro brand.
Ci sono dinamiche che si attivano senza fare d’immagine somiglianza.
I ragazzi di Sixpack sono anch’essi dei pazzi. Dopo aver spiegato cosa sarebbe diventato “Cornelius” se avessimo unito le forze , la risposta cadde in un colorato e scoppiettante “SI”!
Da li ho capito che stavamo viaggiando sulla stessa barca con rotta schianto sommario.
Mi è sempre piaciuto portare nel baratro i miei amici di ventura come un giovine Brancaleone alla ricerca del feudo di Aurocastro.