A tavolino con il toy designer Phil

A tavolino con il toy designer Phil

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Vi avemo anticipato che avremmo approfondito la conoscenza con Filippo Perin in arte Phil, mano e mente che ha realizzato il paper toy di Providermag con la tee di “I Love My Sneakers”.
Ci siamo seduti a tavolino e abbiamo chiaccherato un pò del suo passato e di come sia arrivato a diventare un toys designer. Gli abbiamo chiesto dei suoi progetti futuri e scoperto qualcosa di molto interessante.


Allora Phil, raccontami di come sei arrivato a diventare un designer? Cosa ti ha ispirato a prendere questa direzione?

Allora, è cominciato tutto per caso. Mi sono sempre interessato di arte grafica e writing e mi divertivo a disegnare qualche pezzo o qualche sketch su i quaderni di scuola, non sono un writer nel vero senso della parola ma mi ha sempre affascinato quel mondo, diciamo che sono un’outsider, un grafico dalle ampie vedute.
Quindi ho incominciato ad interessarmi di street art ma volevo fare qualcosa che fosse solo mio e che mi distinguesse e allora dopo aver conosciuto un toy designer Giapponese mi sono detto “questa è la mia strada” e incominciai a schizzare qualche concept su i miei quaderni.
In quel periodo ero appena entrato in contatto con il mondo del toy design e ne sono rimasto colpito, ispirato da tutto ciò decisi di creare quel qualcosa che mi potesse far conoscere al pubblico ed incominciai a lavorare su alcuni personaggi che poi avrei trasformato in qualcosa di tangibile e di facile distribuzione.

Come si arriva a scegliere il toys designer come forma d’espressione del design?

Tutto viene dalla passione per l’arte e tutte le sue forme ed è un facile passaggio quello da street art a toy design, sono molto legate e direi che se non ci fosse un background relativo alla street art i designer toys non esisterebbero. Molti produttori di toy in vinile sono passati prima per la street/graphic art e come me hanno voluto passare ad un livello superiore. Credo che sia anche un’aspetto commerciale che porta la street art a contatto con un pubblico maggiore, appassionando bambini, giovani e adulti e dando un ventaglio di possibilità ad ogni artista.

E in particolare il paper toys desgin?

Come ho già detto è nato tutto dopo la mia conoscenza con un designer Giapponese che si occupa di Paper toys, ho cominciato a collaborare con lui mandandogli alcune grafiche per uno dei suoi toy , poi le collaborazioni fra di noi sono continuate ma sentivo che avrei potuto fare qualcosa anche io. Li è scattata la scintilla che mi ha fatto decidere di progettare alcuni paper toys, ho incominciato cosi’ creando dei prototipi abbastanza semplici che mi potessero aiutare a capire come giostrarmi nella costruzione di un paper toy definitivo, sono andato avanti molto ma alla fine è nato il più noto dei miei toys ,ovvero G-BOY , con il quale sono entrato in contatto con la realtà artistica Italiana collaborando con molti nomi noti e non, in primis Simone Legno o meglio conosciuto come Sig. TOKIDOKI.

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L’ultimo delle tue collaborazioni è stata con noi di Provider. Ma hai qualche altra collaborazione in corso?

Si, sto collaborando ad alcuni progetti “minori” relativi alla customizzazione di alcuni dei miei personaggi per siti internet , blogs e piccoli Brand.
In questo periodo in particolare sto seguendo un progetto più ampio realizzato in collaborazione con “NIKE SPORTSWEAR ITALIA” che dovrebbe uscire per questo autunno, ora sono concentrato su questo e mi auguro che mi dia la visibilità che ancora non ho e che vorrei raggiungere.

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Sempre per parlare di collaborazioni. Ho visto che hai collaborato con Shin Tanaka.

Si, SHIN è sempre stato molto gentile e sensibile verso gli artisti che volevano collaborare con lui, in più io credevo e credo tutt’ora nel suo lavoro quindi siamo sempre in contatto ma entrambi abbiamo preso 2 strade diverse. Lui è sicuramente più noto e non mi sbilancio dicendo che ha incominciato per primo a lanciare il Paper toy design, da lui abbiamo imparato tutti ( mi riferisco a chi come me ha intrapreso la via del PAPER TOY) e per questo non smetterò di ammirarlo e ringraziarlo.
Puoi farmi il nome di uno dei tuoi toys designer preferiti?
Ce ne sono tanti che lavorano benissimo, molti sono artisti che interpretano toys esistenti inserendo grafiche o piccole modifiche e altri che li creano cercando sempre qualcosa di nuovo.
Comunque non ho dubbi e penso che il migliore resterà sempre colui che il mondo dei Designer Toys l’ha “inventato” e questa persona porta il nome di MICHAEL LAU.
Lui prima di tutti gli altri è la mia ispirazione, nello stile, nelle forme, nelle grafiche. E’ semplicemente unico!

Anche a me piacciono molto i suoi toys. Sei mai stato al DPMHI store di Londra? E’ pieno dei suoi toys.

Si, ci sono passato! All’epoca ancora non sapevo molto bene chi fosse ma i suoi toys mi hanno cambiato la vita ed ho cominciato ad ispirarmi a lui. Peccato che le serie che produce sono sempre limitatissime e si fa fatica a trovarne ma appena ne ho l’occasione faccio a pugni pur di averne una.
Sto aspettando notizie da un mio contatto a Londra in questi giorni perchè sto cercando disperatamente le ultime serie che ha realizzato : CSBOOTH15.5 con le riproduzioni di MICHAEL JORDAN, la serie “Waiting for my dealer” e CSBOOTH15 SK3 serie.

Ma invece le Nike Blazer che ha realizzato prima dell’estate?

Sono una stra figata e non so come fare a trovarle, beato colui che avrà la fortuna di procurarsele! BUONA CACCIA
Io comunque le avrei comprate sopratutto per il toy che veniva regalato con la scatola, da impazzire!

Se domani venissero a bussare alla tua porta per chiederti di realizzare un versione customizzata di uno dei tuoi toys, chi vorresti che fosse dietro la porta?

Avrei sempre voluto che NIKE mi notasse e che mi chiedesse di collaborare perché sono un estimatore del Brand e perché i loro prodotti mi fanno impazzire, beh ora stiamo collaborando e sono molto felice del rapporto che si sta creando.
Per ora non posso chiedere di meglio ma sono sempre interessato a vivere nuove esperienze e progetti, mi auguro di conoscere anche altre realtà e che tutto questo possa durare.
“IN PAPER WE TRUST”

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