I Klaxons a mente fresca

I Klaxons a mente fresca

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Ho voluto vivere in pieno la prima data romana di questo trio inglese sulla cresta dell’onda dal 2006 da quando hanno fatto uscire il loro primo singolo Gravity’s Rainbow. Idolatrati dai media come una delle migliori rivelazioni degli utlimi tempi e apprezzati anche da altri artisti i quali si sono avvalsi della loro collaborazione per produrre remix e inediti (vedi i Justice i quali con i quali hanno appena realizzato il remix di “As above so below” clicca per sentire), i Klaxons rappresentano il punto focale del new-rave.

In prima fila dall’inizio alla fine del concerto ho potuto sicuramente osservare da vicino e sentire sulla mia pelle la reazione del pubblico. Scettico sulla resa dal vivo, sono rimasto invece sorpreso nel sentire un’ ottima capacità sia vocale che sonora. Sicuramene le numerevoli date presenti nella loro scaletta degli impegni ha dato fin qui un ottimo risultato da questo punto di vista.
Il pubblico più attivo non si è fermato mai, nemmeno sulle note di brani più morbidi come “Golden Skans” o “Isle Of Her”, portando chi come me era lì davanti, a sostenere un ballo collettivo durato tutto il concerto. Un movimento che si è intensificato naturalmente su brani come “Magick” e “Totem On The Timeline” per non parlare su “Four Horsemen of 2012” con la quale hanno chiuso il concerto. Un’ euforia generale che ha portato qualcuno a credere di poter volare tra le braccia dei presenti come nei migliori concerti rock. Una convinzione ben presto distrutta dall’assenza di mani di sostegno che l’anno visto volare sì, ma sul pavimento del club.
Se ho apprezzato l’aspetto vocale dei Klaxons, quello che invece ho riscontrato a sudore asciutto è stata la scarsa presenza scenica. Jamie Reynolds sembrava incollato all’asta del microfono, Captain Strobe come lo chiamano i suoi amici ma meglio conosciuto come Simon Taylor-Davis chitarra del gruppo, si è presentato sul palco con un look dal quale ti saresti aspettato molta più aggressività e partecipazione, ma che ha raggiunto forse l’apice nel lancio del plectro al pubblico. Un maggiore movimento sul palco da parte della band sarebbe forse bastato a far cambiare questo parere condiviso con molti dei presenti.