Bloc Party – A weekend in the city

Bloc Party – A weekend in the city

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Si chiama ” A weekend in the city ” il secondo album dei Block Party che riconferma le capacità e la bravura di questa band. Molti pensavano che dopo il successo di ” Silent Allarm “, fosse stato impossibile ricreare un album altrettanto degno di nota. Eh invece i Block Party hanno fatto capire bene e a voce alta chi sono e quali sono le loro capacità.
“Song for Clay” apre l’album. Pochi secondi di dolci note cantate in falsetto accompagnate dalla tastiera e poi via, giù in una esplosione di suoni sintetici e frenetici in cui Kele canta : “Londra è un vampiro che mi succhia la gioia di vivere”.

Un sali e scendi tra sonorità new wave come in “Hunting for Witches” e “The Prayer” e elettro-rock come in “Where Is Home” e “Uniform” che implode per 2 minuti e 30 per poi sfogarsi in un corsa veloce e inaresstabile.
Non mancano suoni più indie come in “Kreuzberg” e “On” dal sapore più dolce e sconsolato.
“Srxt” si posiziona in coda, ballata rock che saluta malinconicamente l’ascoltatore.
C’è da riconoscere che la voce Kele e il rullare deciso delle batteria rende il tutto più semplice.
Un album nel quale si evince la volonta di definire uno stile identificativo.Ogni traccia sembra ben studiata nella volontà di creare il suono “tipico” dei Block Party.